Pastasciutta del 25 luglio
Memoria, comunità e partecipazione che ci aiutano a vivere

Il 25 luglio 1943, mentre il Paese attraversava uno dei momenti più delicati della sua storia, una famiglia contadina dell’Emilia decise di condividere un grande piatto di pastasciutta con amici e abitanti della zona. Fu un gesto semplice, nato dal desiderio di ritrovarsi e di celebrare insieme una notizia che segnava una svolta. Pochi mesi dopo, i sette fratelli Cervi vennero fucilati: la loro vicenda sarebbe diventata nel tempo un simbolo della partecipazione civile e del valore della memoria collettiva.
A Potenza Città Sociale, l’Associazione Insieme ETS ha scelto di dedicare il 23 luglio a una giornata di incontro, cultura e condivisione, ispirata proprio a quel momento storico. L’iniziativa vuole offrire uno spazio aperto in cui riflettere su temi che restano attuali: il senso della comunità, la solidarietà, l’importanza di essere presenti nella vita sociale con attenzione verso chi rischia di rimanere ai margini.
Questi elementi sono parte integrante dei percorsi di cura e riabilitazione dalle dipendenze portati avanti con i ragazzi: un lavoro che mira a costruire un modo nuovo e più responsabile di stare nel mondo, valorizzando relazioni, impegno e consapevolezza. Potenza Città Sociale ha scelto nel tempo di promuovere una cultura basata sul rispetto, sull’apertura e sulla legalità, convinta che ingiustizia sociale, fenomeni criminali e dipendenze siano spesso legati da dinamiche comuni.
Il programma della giornata è ricco e diversificato: oltre alla tradizionale pastasciutta, sono previsti interventi, testimonianze e contributi delle associazioni del territorio che si occupano di diritti e partecipazione (Anpi, Arci, Associazione Sotto il Castello), insieme alla musica dei Tamburi dei Briganti e dell’Ensemble Balla Taranta Mia.
L’idea di fondo è quella di una memoria intesa non come semplice ricordo, ma come pratica quotidiana: un modo per rafforzare legami, immaginare nuove possibilità e dare valore alle persone e ai loro bisogni. In un tempo segnato da relazioni fragili e da una crescente competitività, creare spazi di incontro e partecipazione attraverso l’agire collettivo diventa un gesto prezioso, capace di generare comunità e cura.






