Il “MODELLO CALVELLO” e la svolta di Acquedotto Lucano

L’intesa, formalizzata tra il Sindaco di Calvello, Anna Cantisani e il Direttore Generale di Acquedotto Lucano, Luigi Cerciello Renna, nasce dalla rigorosa ricognizione di un credito maturato dall’Amministrazione comunale nei confronti del Gestore idrico regionale per un importo di circa 200 mila euro.
Ma è sul piano del metodo che scatta la vera rivoluzione. Anziché procedere secondo i tradizionali e spesso sterili schemi di liquidazione finanziaria, le parti hanno scelto di intraprendere una strada tanto inedita quanto virtuosa: Acquedotto Lucano si farà carico di eseguire direttamente sul territorio comunale opere, interventi e manutenzioni per un valore corrispondente all’esatto ammontare del debito.
Nello specifico, la utility idrica si è impegnata a realizzare tre opere fondamentali: l’estendimento di una rete distributrice, la realizzazione della strada di accesso ad una sorgente e la delocalizzazione di un collettore fognario — quest’ultimo un intervento di maggiore complessità il cui corrispettivo sarà suddiviso equamente al 50% tra i due enti.
L’accordo si inserisce perfettamente nella nuova linea di resilienza aziendale impressa con coraggio dal Direttore Generale Luigi Cerciello Renna, orientata a ridurre le esposizioni debitorie convertendole in benefici diretti e tangibili per la collettività.
Tuttavia, la firma siglata a Calvello travalica il perimetro del singolo accordo locale per segnare un autentico spartiacque nella storia della governance pubblica lucana. Ciò a cui si assiste è un profondo cambio di passo di natura squisitamente manageriale, capace di segnare una rotta di turnaround strategico per l’intera gestione delle partecipate regionali. La classica “passività a bilancio” viene spogliata della sua natura statica per essere convertita in una rigenerativa “obbligazione del fare”.
Questo virtuosismo contabile dimostra come la sinergia istituzionale, se animata da visione strategica e coraggio operativo, possa diventare il principale motore per il rilancio dei servizi essenziali. “Il patto di Calvello” si attesta così come un benchmark manageriale d’eccellenza e un modello perfettamente replicabile per la crescita e la sostenibilità di un intero territorio.






