Forza antica. Identità di oggi
La Basilicata di oggi nasce da una forza antica: secoli di pressioni, incontri e resistenze hanno modellato un carattere riconoscibile, capace di trasformare il difficile in identità. Questo numero racconta la matrice lucana che non si è mai dissolta e che continua a dare forma al presente.

Ho scelto di sollevare un rython antico con una mano moderna perché questo gesto racconta, da solo, il tema del numero di maggio: la forza antica che continua a formarci. Il vino che scorreva in quel calice 23 secoli fa è lo stesso che oggi accompagna la nostra convivialità. E noi lucani, come quel gesto, siamo il risultato di una continuità che non si è mai spezzata.
Da secoli attraversiamo dominazioni, pressioni, contaminazioni culturali. Popoli diversi hanno soggiornato, occupato, imposto stils, interessi, modi di vivere. Abbiamo subito, atteso, resistito. Abbiamo modificato il nostro atteggiamento per sopravvivere, spesso in silenzio, con quella pazienza che non è rassegnazione ma strategia. La nostra storia è fatta di adattamento, di resistenza discreta, di una testardaggine che non si arrende ma si trasforma. L’antitesi è evidente: potremmo essere un popolo disgregato da troppe influenze. E invece no. Ogni incontro, ogni ferita, ogni passaggio di altri popoli ci ha reso più solidi, più duttili, più capaci di trasformare il difficile in identità.
La resilienza, la tenacia, la capacità di resistere e risolvere non sono tratti casuali: sono il risultato di una lunga storia di sopravvivenza culturale. Oggi siamo la somma di molte eredità, come è naturale. Ma nel nostro DNA resta qualcosa di riconoscibile: una matrice lucana che non si è mai dissolta.
È questo che vogliamo raccontare in questo numero. Una visione inedita di quanto siamo ancora lucani dentro, non per nostalgia, ma per consapevolezza. Perché solo chi conosce la propria forza antica può costruire un’identità di oggi capace di futuro.
Chiudo con un cenno al reperto che accompagna questo numero: un rython apulo del IV secolo a.C., con Eros e Scilla, proveniente dall’area culturale apulo‑lucana, a ricordarci che l’antica Lucania non coincideva con i confini attuali ma si estendeva fino alla Puglia adriatica e al Cilento campano. Un territorio ampio, complesso, già allora attraversato da culture diverse. Proprio come noi.






