Rumori e colori della Basilicata

È proprio questo il momento nel quale ci rendiamo conto che noi, benedetti da una natura così affascinante, salutiamo la stagione estiva, che insieme ai suoi splendori, sembra attendere tutto l’anno per ritrovarsi sulla nostra terra, sulla nostra amata Basilicata. E come lei, molti di noi vi fanno ritorno per rimanere affascinati da una terra natia che non smette mai di sorprendere chiunque la osservi.
Si rimane incantati dai suoi profumi, dai suoi suoni e quasi sembra che nei mesi estivi la Basilicata si scrolli di dosso quel manto spesso e fitto dell’inverno per tornare a vivere una vita a sé, una vita che si svolge a ritmo di feste padronali e folkloriche, nelle quali la genuinità e tanto decantata lucanità emerge nel suo massimo fulgore.
Le piazze si riempiono delle grida festose dei bimbi, dei brontolii degli anziani e nessuno pensa ad altro se non al momento in cui si trova, a quel caffè sorseggiato nel solito bar di paese, a quella chiacchiera tra due amici che non si vedono da tempo, a quei nonni che salutano i nipoti che vivono lontano.
In estate la Basilicata è ripopolata fin nei suoi angoli più remoti, nei borghi più nascosti, le cui vie si riempiono di un brulichio di persone, quasi come dei formicai che vengono ripopolati.
E in questa cornice bucolica e festante, come è vero che ogni cosa bella trascorre velocemente, già ci si prepara al lungo inverno, che inghiotte nelle sue fauci le case e le nostre anime. Ma brucia pur sempre in quelle una fiamma, che resta sopita, ma che si ridesta all’alba del primo sole estivo e rinasce dalle sue stesse lingue infuocate per salutare di nuovo la terra più bella del mondo. La nostra amata Basilicata.






