Fabio Salvatore Pascale, 3° Posto al Concorso internazionale “Poesia, Segreto dell’Anima”

La cerimonia di premiazione si è svolta il 5 settembre 2026 a Belsito, in provincia di Cosenza. A conquistare il riconoscimento è stato il componimento “La libertà ha il volto di chi resta”, nel quale Pascale affronta il significato della libertà a ottant’anni dalla Liberazione, sottraendolo alla sola dimensione commemorativa per ricondurlo alla responsabilità quotidiana di ciascuno.
Nei versi, la libertà non appartiene soltanto alla storia. È una conquista fragile che continua a vivere nella memoria, nella difesa dei più deboli, nel coraggio di denunciare i soprusi, nel rifiuto dell’indifferenza e nella capacità di preservare quei valori sui quali si fonda la convivenza civile.
Alla poesia è stata dedicata anche un’ampia nota critica di Velia Aiello, che definisce il componimento una poesia di «notevole maturità espressiva e civile», sottolineandone la capacità di coniugare memoria storica, riflessione etica e partecipazione emotiva senza cedere alla retorica celebrativa.
Particolare rilievo viene attribuito all’immagine della libertà come «una fiamma affidata alle nostre mani», simbolo di una conquista che non può mai essere considerata definitiva, ma che ogni generazione è chiamata a custodire e trasmettere.
La nota critica evidenzia inoltre come il testo rivolga lo sguardo alle nuove minacce che possono compromettere la libertà: non soltanto guerre e dittature, ma fenomeni più silenziosi come l’arroganza, l’egoismo, l’indifferenza e la progressiva perdita del senso di comunità.
Il finale della poesia assume così il valore di un auspicio e, nello stesso tempo, di un monito: il futuro delle istituzioni democratiche dipende anche dalla coscienza e dalla responsabilità dei cittadini.
La libertà ha il volto di chi resta
Di Fabio Salvatore Pascale
Non nacque dal clamore delle piazze soltanto, né dal fragore del ferro o delle bandiere, ma dal respiro spezzato di uomini semplici, dal sangue consegnato alla terra perché altri potessero chiamarsi domani.
Ottant’anni camminano ancora sulle pietre delle nostre città, nelle mani di chi insegna ai figli il rispetto, negli occhi di chi sceglie la verità quando il silenzio sarebbe più comodo.
La libertà è fragile come un vetro al sole, vive nel gesto di chi non volta il viso, nella voce che difende il più debole, nel coraggio di chi denuncia il sopruso, nella memoria che rifiuta l’oblio.
Oggi la minacciano ombre più sottili: l’arroganza travestita da forza, l’egoismo che chiude le porte, l’indifferenza che lascia soli i passi feriti dell’umanità.
Eppure resiste.
Resiste nel bene scelto ogni giorno, nella giustizia che non arretra, nelle mani giovani che raccolgono il testimone di chi ha creduto in una patria fondata sulla dignità.
Per questo la libertà non è soltanto memoria: è una fiamma affidata alle nostre mani, un’alba che ritorna dopo ogni notte, il nome vivo di chi ha saputo restare umano.
E finché un solo cuore saprà custodirla, la Repubblica avrà ancora domani.
Per Fabio Salvatore Pascale, residente a Moliterno, in provincia di Potenza, il terzo posto rappresenta un nuovo tassello di un percorso letterario coltivato negli anni attraverso la poesia e la narrativa e accompagnato dalla partecipazione a concorsi e iniziative culturali.
Un riconoscimento che porta una voce del territorio lucano all’interno di una manifestazione letteraria di carattere internazionale e ribadisce il valore della poesia non soltanto come espressione individuale ma anche come strumento di memoria, coscienza e partecipazione civile.






