Le mani di Calia nella grande trama di Viva Vittoria
L’azienda materana partecipa al progetto che unisce la comunità contro la violenza sulle donne

Viva Vittoria nasce a Brescia nel 2015 e negli anni ha raggiunto numerose città italiane e straniere. A Matera il progetto è promosso dall’associazione T-Essere APS, presieduta da Egidio Lacanna, in collaborazione con Viva Vittoria ODV, che ha ideato il format nazionale. Intorno all’iniziativa si è formata una rete di cittadini, associazioni, parrocchie, volontari, istituzioni e imprese. Tra queste c’è Calia Italia, che ha scelto di partecipare mettendo a disposizione risorse, materiali e il tempo delle proprie persone.
Fondata nel 1965 da Liborio Vincenzo Calia, Calia Italia è una delle aziende che hanno segnato la storia produttiva di Matera. Nata dalla tradizione artigiana del mobile imbottito, è cresciuta portando divani e poltrone realizzati a Matera sui mercati internazionali. Nel 1990 è nata Calia Cultura, che raccoglie l’impegno dell’azienda in ambito sociale e culturale.
All’interno dell’azienda è nato un laboratorio che si riunisce ogni settimana e ha già realizzato oltre 70 quadrati. Ognuno sarà completato da una fettuccia con il logo Calia Cultura e il nome di chi lo ha creato: una piccola firma personale dentro un’opera costruita da migliaia di mani.
L’appuntamento è per il 21 e 22 novembre, quando piazza Vittorio Veneto cambierà volto. L’obiettivo è arrivare a 3.000 coperte, composte da quadrati di lana di 50 centimetri per lato, per ricoprire uno dei luoghi simbolo di Matera con una grande installazione collettiva.
Anche Casa Viva Vittoria, la sede di via Ridola 22 dove i volontari cuciono i quadrati e assemblano le coperte, porta il segno del contributo dell’azienda materana. Calia ha fornito 40 cuscini colorati per allestire gli spazi e accompagnare le attività nei quartieri. Ha inoltre già consegnato cinquanta cartoni per custodire le coperte fino a novembre e continuerà a metterne a disposizione.
C’è poi un obiettivo al quale Calia tiene in modo particolare: coinvolgere più uomini, ancora poco presenti rispetto alle donne. La violenza di genere non riguarda soltanto l’universo femminile e portarli dentro Viva Vittoria significa riconoscere nella prevenzione una responsabilità condivisa. Intorno allo stesso tavolo si incontrano così generazioni, esperienze e mondi diversi.
A novembre le coperte saranno esposte in piazza e poi donate a fronte di un contributo solidale. Il ricavato sosterrà, attraverso Fondazione Pangea, percorsi di autonomia e reinserimento sociale e lavorativo delle donne accolte nella Casa Rifugio Isabella Morra di Matera. È qui che un gesto apparentemente piccolo acquista il suo significato più concreto: ciò che nasce nelle mani di qualcuno può diventare un aiuto per qualcun altro.
E quando piazza Vittorio Veneto sarà ricoperta di colori, dietro quella grande distesa resteranno soprattutto le persone: chi ha lavorato un quadrato, chi ha cucito una coperta, chi ha donato materiali o qualche ora del proprio tempo. Calia Italia ha scelto di esserci partendo da qualcosa che appartiene alla sua storia da oltre sessant’anni: il lavoro delle mani. Questa volta non per realizzare un divano, ma per contribuire, quadrato dopo quadrato, a un’opera che appartiene a un’intera comunità.






