La strada è dura, ma il futuro vola solo se lo studi
Storie di studio, arte e volontariato

Settembre si avvicina e porta con sé l’inizio del mio terzo anno di Ingegneria a Napoli.
Nei momenti di panico da sessione, la tentazione di sognare una vita alternativa è fortissima: a quest’ora potrei essere a Potenza a fare vasche in via Pretoria al fresco, godendomi la lentezza di casa e il cibo di nonna. Ma, battute a parte, la verità è un’altra.
Per quanto mi piaccia scherzarci su, sono convintissima di una cosa: oggi come oggi, lo studio è fondamentale. Non si tratta solo di prendere un pezzo di carta o di superare l’ennesimo esame complesso. Studiare ti dà una forma mentis, ti insegna a ragionare con la tua testa, a non farti fregare e a costruirti un futuro vero in un mondo che cambia a una velocità disarmante.
In un’epoca di scorciatoie facili e risposte superficiali, la formazione resta la vera arma di difesa e di crescita personale. È ciò che ti permette di non subire il domani, ma di provare a modellarlo (e nel mio caso, magari, di aiutarlo a volare).
Quindi sì, continuerò a lamentarmi per i troppi libri, a sognare la vita tranquilla e a consolarmi con una pizza a portafoglio dopo una giornata no. Ma la mattina dopo sarò di nuovo lì al mio posto. Ci saranno ancora sessioni che sembreranno montagne insormontabili e momenti di comprensibile stanchezza.
Tuttavia, ogni ora spesa sui libri contribuisce a plasmare una versione sempre più forte e consapevole di me stessa. Perché la strada è dura, ma studiare è ancora l’unico investimento che vale davvero ogni singolo sacrificio.






