Il pino loricato
L'albero totem del Parco Nazionale del Pollino

Nei boschi si ergono alberi secolari: querce, ontani, aceri e faggi. Nei limpidi ruscelli vivono trote autoctone; nel sottobosco crescono piante medicinali e funghi bizzarri come il Polyporus umbellatus.
Il Parco, a cavallo tra la Basilicata e la Calabria, è caratterizzato da diversi gruppi montuosi dell’Appennino meridionale, tra cui il Massiccio del Pollino. Sugli alti crinali dell’area si librano in volo l’aquila reale e il falco pellegrino, mentre una specie arborea, unica e rara, cresce oltre i 1000 m., abbarbicandosi alle rocce calcaree: è il pino loricato, Pinus leucodermis.
Scelto come suo emblema, il Parco è impegnato nella tutela delle popolazioni di pino e nella custodia dei suggestivi scenari creati dalla postura monumentale e scultorea della specie.
Il pino loricato è un relitto botanico risalente all’ultima glaciazione, originario della penisola Balcanica, ma in Italia ha trovato il suo habitat naturale esclusivamente sulle montagne rocciose della Basilicata. La peculiare corteccia, negli esemplari adulti, è a placche grigio-chiare, lucenti e trapezoidali che ricordano la lorica, l’antica armatura dei soldati romani, e da qui l’origine del nome. Il portamento è maestoso, talvolta “a bandiera”, le forme contorte e tormentate sono espressione della lotta eroica contro il gelo, i venti e i fulmini che dominano gli ambienti duri e freddi delle alte vette.
Sono affascinanti gli esemplari millenari chiamati “sacri Patriarchi”, nonché le sagome spettrali di quelli che, sebbene morti, rimangono in piedi grazie al legno ricco di resine che li rendono resistenti alla decomposizione; di Zio Peppe, storico pino loricato, cresciuto tra la Serra delle Ciavole e la Serra di Crispo, ne rimangono i resti lignei carbonizzati in seguito alle fiamme appiccate dall’odio distruttivo di chi vuole rovinare l’armonia dell’uomo con la natura. Massimo riserbo, da allora, sulla posizione esatta di altri esemplari sopravvissuti, come Italus, il pino loricato più vecchio d’Europa, di oltre 1200 anni.
Protagonista del racconto cinematografico nel film il bene comune, diretto da Rocco Papaleo, il pino loricato non è solo la rappresentazione simbolica del territorio lucano, ma diventa la via che permette il confronto e il coinvolgimento emotivo con la sua natura: ci insegna un modo di abitare la vita, una postura esistenziale: elastica e resiliente, forte, temeraria e radicata. È l’albero totem del Pollino che si piega ma non si spezza mai.






