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Così l’Acquedotto dei Comuni unisce la Basilicata

Comunicazione dell'Ente

La Basilicata è da sempre una terra che parla al cuore: fiera, resiliente e dominata da vette silenziose e vallate che sembrano sospese nel tempo. Questa sua straordinaria geografia, però, nasconde una sfida quotidiana. Portare la vita dove la natura ha eretto barriere non è solo una questione di ingegneria, ma una promessa di cura.

In questo complesso scenario l’acqua cessa di essere una semplice risorsa per diventare un filo invisibile capace di unire comunità distanti. Oggi, grazie alla visione impressa dal Direttore Generale di Acquedotto Lucano, Luigi Cerciello Renna, questo imponente labirinto di tubi e impianti di sollevamento ha cambiato anima. È diventato il fulcro di un nuovo paradigma, dove la tecnica si mette al servizio dell’ascolto.

“L’Acquedotto dei Comuni” nasce da qui: il nuovo corso aziendale, infatti, ha ridefinito il metodo e le priorità, mettendo al centro una strategia di prossimità e di vicinanza reale. Di fronte alla complessa sfida delle aree interne, a rischio spopolamento e isolamento geografico, la Direzione Generale ha lanciato un messaggio chiaro: non esistono territori marginali. Questo principio etico ed empatico si è tradotto in un’agenda fitta di sopralluoghi e di incontri istituzionali.

Negli ultimi mesi, il Direttore Renna ha voluto tessere una tela di dialogo diretto con i sindaci e le amministrazioni locali, toccando con mano le specificità del territorio. Da Venosa a Miglionico, da Corleto Perticara a Tolve, da Policoro fino a Rapolla e così via la presenza di Acquedotto Lucano sul territorio testimonia la volontà di ascoltare, comprendere e risolvere le criticità.

Questa vicinanza restituisce dignità a ogni singola comunità, indipendentemente dal numero di abitanti. L’empatia e l’ascolto, tuttavia, per essere efficaci devono poggiare su basi solide e concrete. Il metodo introdotto dal Direttore Renna coniuga la sensibilità sociale con il rigore manageriale, muovendosi su due binari precisi: la sostenibilità economica e la fattibilità tecnica. Se l’efficienza dei dati protegge la risorsa, l’abbraccio sul territorio ne garantisce il valore umano.

Acquedotto dei Comuni, pertanto, significa governare un sistema che supera dislivelli importanti e che richiede manutenzioni predittive, con la digitalizzazione delle reti e il contrasto alle perdite idriche. Ogni intervento programmato durante i tavoli tecnici con i Comuni viene analizzato attraverso una lente di pragmatismo ingegneristico ed efficientamento dei costi. L’obiettivo è duplice: far sì che la rete idrica diventi un reale strumento di equità sociale per garantire la continuità e la qualità del servizio anche nelle zone più impervie e, allo stesso tempo, assicurare la tenuta finanziaria dell’ente.

Con questa nuova visione, l’Acquedotto dei Comuni diventa un patto di cittadinanza attiva e di coesione sociale. Nessun territorio è troppo marginale per non essere ascoltato, nessuna comunità è troppo lontana per non essere protetta e sostenuta nel suo sviluppo e nella sua dignità.

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