Lettera al direttore: Se le istituzioni avessero il cuore di una madre

Gentile Direttore,
sono una madre di due figli adolescenti e, come tante famiglie lucane, vivo ogni giorno il territorio con amore, speranza e anche un poā di preoccupazione. Mi chiedo spesso cosa serva davvero perchĆ© le istituzioni e le professionalitĆ che guidano la nostra comunitĆ agiscano ciascuno nel proprio ruolo come se lo facessero per i propri cari. PerchĆ©, in fondo, ĆØ questo che fa la differenza: guardare lāaltro come si guarderebbe un figlio, un genitore, un fratello.
Ogni giorno incontriamo persone nei centri commerciali, negli uffici pubblici, nelle sale dāattesa, nei servizi essenziali. Ognuno porta con sĆ© un mondo: fragilitĆ , stanchezze, forze, dignitĆ . Basterebbe fermarsi un attimo e vedere quel volto come parte della nostra stessa famiglia. Non per buonismo, ma per un senso cristiano e umano di appartenenza. PerchĆ© chi presta la propria competenza ā che sia un medico, un impiegato, un amministratore, un tecnico ā non offre solo un servizio: offre un pezzo della propria responsabilitĆ verso la comunitĆ .
Io credo che tutto funzionerebbe meglio se ciascuno, nel proprio ruolo, agisse con la cura che riserva alle persone che ama. Le regole servono, certo, ma non possono diventare scudi dietro cui nascondere lentezze, distanze o indifferenze. Una regola ĆØ giusta quando aiuta, non quando giustifica. E non ĆØ una critica al sistema, pubblico o privato: ĆØ un invito a vivere la collettivitĆ con lo stesso spirito con cui si vive una casa. Dove ci si ascolta, ci si sostiene, ci si corregge con rispetto e si costruisce insieme.
La nostra terra ha una storia fatta di resistenza, di diffidenza verso ciò che ĆØ imposto dallāesterno, di ferite che hanno lasciato segni profondi. Ma ha anche una forza rara: quella di chi, nonostante tutto, continua a credere nel bene comune. Per questo penso che ogni proposta, ogni progetto, ogni iniziativa debba nascere dallāascolto vero della gente.
Anche un commento sui social, una richiesta fatta con semplicità , può essere un seme prezioso se accolto con attenzione. Siamo una piccola comunità , è vero, ma abbiamo idee chiare sul futuro. E quel futuro può crescere solo se impariamo a guardarci come una grande famiglia, dove nessuno è estraneo e dove ogni gesto, anche il più piccolo, ha il potere di generare armonia.
Con stima, Una madre lucana.






