Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

La via del sale nel Lagonegrese

da | 28 Mag 2026 | Culture Territoriali

C’è stato un tempo in cui la storia non la scrivevano i re, ma i passi lenti di un mulo e il respiro di un uomo che conosceva la montagna come la propria mano. La via del sale che attraversava il Lagonegrese non era soltanto un percorso commerciale: era un filo che univa mare e interno, un corridoio di incontri, un luogo dove le civiltà si sfioravano senza saperlo.

Il cuore di questo cammino era il Ponte del Sale, nascosto nella valle che sfiora da vicino l’abitato di Rivello. Qui il fiume Noce, nei periodi di forti precipitazioni, ha modellato per secoli pietre e rocce, scavando la sua gola e dando forma al paesaggio suggestivo che ancora oggi abbraccia il ponte. La struttura medievale, con la sua schiena d’asino e le piccole aperture di alleggerimento, conserva la memoria di quei passaggi lenti e reiterati. Accanto, la chiesa di Santa Maria del Popolo vegliava sul transito dei muli carichi di sale, dei pastori, dei mercanti, dei pellegrini.

Le pietre del ponte hanno visto italici, greci risaliti da Velia, latini, bizantini, longobardi, comunità ebraiche e gruppi arbëreshë: tutti hanno attraversato quel varco, tutti hanno avuto bisogno del sale, che non era solo merce ma vita, conservazione, scambio.

Risalendo verso Rivello, il paesaggio si faceva più umano. Le case sparse e le cappelle rurali erano luoghi di sosta dove il mulattiere ascoltava notizie, timori, storie di raccolti e di famiglie. Nel borgo, diviso tra l’anima “greca” e quella “latina”, il sale diventava linguaggio: nelle taverne si mescolavano dialetti, leggende, modi di dire portati dal mare e accolti dalla montagna.

Oltre il paese, la mulattiera stringeva tra castagneti e pietre. Nelle case coloniche il sale veniva scambiato con pecorino, vino, lana, olio. Era un baratto che creava legami duraturi, comparaggi che univano famiglie lontane come parenti. E quando la carovana raggiungeva Lagonegro, il viaggio trovava il suo compimento naturale: il mercato era una fiera permanente, un piccolo mondo dove uomini del mare e della montagna si riconoscevano negli stessi gesti.

Oggi il Ponte del Sale è in parte nascosto dalla vegetazione, ma continua a parlare a chi sa ascoltare. Le sue pietre trattengono ancora il passo di chi è passato e il respiro di chi passerà, perché la storia, qui, non è fatta di confini, ma di attraversamenti.

Altri Articoli

Leggi anche

Ultimi Articoli

Le mani di Calia nella grande trama di Viva Vittoria

Ci sono gesti semplici che acquistano forza quando diventano collettivi. Un quadrato lavorato a maglia, qualche ora del proprio tempo, mani diverse che finiscono per lavorare allo stesso progetto. A Matera accade da mesi con Viva Vittoria, l’iniziativa che attraverso...

Da Matera la scuola del futuro, la sfida di ARS book

Quando suo padre Cosimo D’Ercole cominciò a portare i primi computer in Basilicata, negli anni Ottanta, parlare di realtà aumentata o intelligenza artificiale sarebbe sembrato quasi fantascienza. Quarant’anni dopo sua figlia Antonella ha raccolto quella storia e ha...

Medicina dello Sport in Basilicata

Sempre più spesso, anche in Basilicata, nascono strutture ed associazioni finalizzate alla pratica sportiva in maniera amatoriale, dilettantistica o professionistica, con una distribuzione abbastanza omogenea su tutto il territorio Regionale. Questa diffusa presenza,...

La Basilicata in pista

Imola è stata una gara molto impegnativa a causa del grande caldo, ma il lavoro fatto con tutto il team ci ha ripagati alla grande. Siamo partiti con una splendida prima posizione in qualifica e l'abbiamo confermata con un altrettanto splendida vittoria in gara;...

Le mani d’oro di Sasà

CURRICULUM:Settore giovanile e 1 anno di serie D con Invicta Potenza, poi passaggio nel 1987 al Kroton in serie C fino al 90.Bisceglie 90-91 serie C, Atletico Leonzio 91-92, Pisticci in serie D 92-93, Potenza calcio 93-94 C1, poi 94-95, 95-96 e 96-97.Sant'Anastasia...

Rumori e colori della Basilicata

Quando alla sera il cielo si copre di sfumature violacee e viene squarciato da artigli rosei e scarlatti, il giallo vivo della ginestra riposa sotto un manto screziato, il grillo inizia a dare voce al suo canto festoso, e la lucertola, che durante il giorno con la sua...

Una serata tra archeologia, stelle e teatro

Ieri sera ho avuto la fortuna di partecipare a una serata davvero particolare, in uno di quei luoghi in cui passato e presente sembrano incontrarsi senza fare troppo rumore. La visita alla villa romana ubicata in agro di Tolve ci ha portato dentro una storia molto più...

La Santa Eufemia di Irsina

Tra le opere che meglio testimoniano la ricchezza e la varietà del patrimonio artistico lucano, la Sant’Eufemia di Irsina occupa un posto del tutto particolare. Custodita nella Concattedrale di Santa Maria Assunta, la scultura non è soltanto una preziosa testimonianza...

In Evidenza

La ricchezza che scorre sotto i nostri occhi

Forse abbiamo un problema con le cose che possediamo da sempre: finiamo per non vederle più. È successo con i nostri paesaggi, con i nostri borghi, con i boschi. E forse sta accadendo anche con...

La Basilicata bella

La copertina di questo mese è un racconto silenzioso. Un piccolo quadro naturale che contiene, in un solo istante, la storia lunga della Basilicata: il tempo che passa, ciò che resta, ciò che si...

La Basilicata in sincronia

Ci sono momenti in cui una comunità sente il bisogno di guardarsi dentro, di riconoscere ciò che la tiene insieme e ciò che la fa crescere. Questo numero nasce da qui: dall’idea che la Basilicata,...

Forza antica. Identità di oggi

Ho scelto di sollevare un rython antico con una mano moderna perché questo gesto racconta, da solo, il tema del numero di maggio: la forza antica che continua a formarci. Il vino che scorreva in...

Cosa lasciamo dopo di noi

Ogni numero di Terra di Basilicata nasce da una domanda che attraversa i territori prima ancora che le pagine. Questa volta la domanda è semplice solo in apparenza: cosa lasciamo dopo di noi. Non un...

La gioventù lucana cresce qui e mette radici altrove

Da anni la nostra regione vive una lenta emorragia di energie, idee, competenze. Non è un destino scritto nelle pietre: è il risultato di un immobilismo che ha frenato programmazione, visione e...

Perchè nasce Terra di Basilicata

In un momento di estrema vulnerabilità, mentre affrontavo un delicato problema di salute nel silenzio sospeso del Covid, ho cercato un senso per il mio futuro e ho giurato a me stesso che, se ci...
ArdsuADV
Shadow