Contro la gravità che trattiene

Sgombriamo il campo dai malintesi: decidere di studiare fuori o di non tornare a casa dopo gli studi non è un tradimento, è spirito di sopravvivenza. Eppure, ogni volta che un fuorisede pronuncia la frase “Forse vado a studiare fuori” oppure “Magari cerco lavoro qui”, nell’aria cala il gelo. È l’inizio di un dramma… In quanto fuorisede, posso confermare che arriva un momento in cui capisci che il tuo futuro non sarà dove sei cresciuto. Succede di solito davanti alla valigia da svuotare, quando ritorni qui, mentre realizzi che la tua vita ormai ha preso un’altra orbita.
Decidere di non tornare a casa dopo l’università è un mini-dramma silenzioso. Non ci sono grandi litigi, ma una sottile guerra psicologica a colpi di sensi di colpa. La pressione dei genitori non è cattiva, anzi, è travestita da amore: è la nonna che ti chiede se “lì mangi abbastanza?”, o mamma che spera segretamente di ripopolare la tua cameretta (quella che ora ospita una cyclette usata come appendiabiti oppure una miriade di cartoni che probabilmente non verranno mai più aperti). Ma la verità è che, a vent’anni, devi fare i conti con la realtà.
Studio ingegneria aerospaziale e restare dove c’è innovazione non è un capriccio, ma l’unico modo per trovare un lavoro che non faccia marcire anni di notti in bianco sui libri. Inoltre, la nuova vita fuori ti cambia radicalmente: passi dallo shock culturale dei primi mesi, in cui scopri che sarai tu a doverti cucinare ogni giorno, al crearti una seconda famiglia fatta di coinquilini disperati e amici con cui condividi tutto. Questa ritrovata indipendenza, costruita sopravvivendo a una lavatrice sbagliata e alle cene a base di tonno e ansia, ti regala un superpotere: capire che sai stare in piedi da sola.
Scegliere di allontanarsi non significa dimenticare le proprie radici, ma decidere per se stessi. Ha un valore psicologico enorme: significa capire che il proprio posto nel mondo devi sceglierlo tu, anche se fa male. In fondo, se c’è una cosa che impari studiando aerospaziale è che, per esplorare nuove rotte e trovare il proprio posto nell’universo, a un certo punto bisogna avere il coraggio di prendere il volo e allontanarsi dalla base. Anche se la forza di gravità di casa continua a farsi sentire.







