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Potenza Calcio

Il sogno che unisce una città e i suoi figli nel mondo

da | 27 Mag 2026 | Educazione e Sport

Dalla storia centenaria alle nuove visioni, dalla Coppa Italia alla comunità globale dei lucani: il Potenza torna a essere un simbolo che attraversa generazioni e confini.

La storia del Potenza Calcio attraversa più di un secolo di passioni, cadute e rinascite. Dal 1920, quando Alfredo Viviani fondò lo Sport Club Lucano, fino alle glorie degli anni Sessanta, il club ha rappresentato per la città un simbolo di appartenenza e orgoglio. L’epoca di Ferri presidente, con la storica Serie B e l’esplosione di giovani talenti poi approdati in palcoscenici nazionali, resta ancora oggi un riferimento emotivo per chi ha vissuto quegli anni: il Potenza capace di sfidare i giganti, di far parlare di sé, di far sognare. Poi decenni di alternanza: promozioni, retrocessioni, fallimenti, ripartenze. Una storia ondivaga, come spesso accade alle piazze che vivono di cuore più che di risorse. Eppure, ogni volta, la città ha ricostruito, rimesso insieme i pezzi, ritrovato la propria identità rossoblù.

Oggi il Potenza vive una fase diversa: non più solo risultati, ma un progetto. Sotto la guida del presidente Donato Macchia, la società ha ritrovato continuità, visione e stabilità. Non è un caso se la squadra sta consolidando un percorso costante in Serie C, con prestazioni che parlano di crescita e maturità. La vittoria della Coppa Italia Serie C, la prima della storia rossoblù, è il simbolo di un lavoro corale: società, tecnici, calciatori, staff. Ognuno nel proprio ruolo, parte di un sistema che corrige, migliora, studia, si allena, cade e si rialza. Ma il vero valore aggiunto è ciò che accade fuori dal campo.

Il Potenza sta diventando un attore sociale: con la Fondazione Potenza Futura, con i progetti nelle scuole, con le iniziative solidali, con l’adesione agli obiettivi dell’Agenda 2030. Il calcio come strumento di coesione, non solo come spettacolo. E poi c’è la visione infrastrutturale: il progetto “Sport Futuro Comunità”, la riqualificazione del Viviani o la possibile costruzione di un nuovo stadio moderno, funzionale, capace di generare indotto, lavoro e identità. Un impianto che non sarebbe solo casa del Potenza, ma motore di sviluppo per l’intera Basilicata.

La vittoria della Coppa Italia è anche un momento di orgoglio collettivo che supera i confini della città. Da Londra a Toronto, da Buenos Aires a Melbourne, migliaia di lucani seguono i propri beniamini con la stessa emozione di chi è sugli spalti. Sono figli di questa terra, partiti per lavoro o per necessità, ma mai distaccati dal cuore. Ogni traguardo del Potenza diventa per loro un segno di appartenenza, un modo per sentirsi parte di una comunità che non conosce distanze. Il Potenza, in questi momenti, non è solo una squadra: è una bandiera che viaggia, un simbolo che riunisce chi è lontano e chi è rimasto, chi guarda lo stadio e chi lo vive attraverso uno schermo. Perché il calcio è questo: un viaggio che unisce, che accende discussioni, sorrisi, speranze. E quando il sogno prende forma, non importa solo la meta. Importa il cammino che si fa insieme. Potenza lo sta facendo. E la città — e i suoi figli nel mondo — camminano con lui.

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