Il Polittico di Cima da Conegliano

Tra le più importanti testimonianze dell’arte rinascimentale custodite in Basilicata, il Polittico di Miglionico occupa un posto di assoluto rilievo. Realizzato nel 1499 da Cima da Conegliano, tra i maggiori interpreti della pittura veneta del Quattrocento, il grande complesso pittorico rappresenta ancora oggi una straordinaria sintesi di spiritualità, equilibrio compositivo e poesia del paesaggio.
Custodito nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, il polittico colpisce per imponenza e armonia. L’opera appartiene alla tradizione dei polittici tardomedievali e rinascimentali: una struttura composta da più pannelli dipinti, riuniti da una monumentale cornice lignea secondo un preciso ordine simbolico e narrativo. Il Polittico di Miglionico si articola in diciotto pannelli distribuiti su quattro registri, completati dalla cimasa superiore e dalla predella inferiore. Al centro domina la Madonna col Bambino in trono, fulcro spirituale e visivo della composizione. Attorno si dispongono le figure dei santi legati alla tradizione francescana. Nel registro inferiore compaiono San Francesco, San Girolamo, San Pietro e Sant’Antonio da Padova; in quello superiore Santa Chiara, San Ludovico di Tolosa, San Bernardino da Siena e Santa Caterina d’Alessandria. Nella parte alta è raffigurato il Cristo in pietà tra l’Angelo annunciante e la Vergine annunciata, mentre la predella ospita i santi protomartiri francescani. La tavoletta centrale inferiore, probabilmente dedicata alla Natività, è oggi perduta.
L’opera giunse a Miglionico alla fine del Cinquecento grazie a don Marcantonio Mazzone, arciprete e umanista originario del paese, che secondo la tradizione acquistò il polittico a Venezia per donarlo al convento francescano locale. Nel Settecento il complesso venne smembrato e successivamente ricomposto dai baroni Del Pozzo, ai quali si deve l’attuale cornice lignea decorata con lo stemma di famiglia.
Dal punto di vista artistico, il Polittico di Miglionico segna uno dei momenti più significativi dell’evoluzione della pittura veneta tra Quattrocento e Rinascimento maturo. Cima da Conegliano supera la rigidità del fondo oro medievale aprendo le scene a paesaggi luminosi e ariosi. Sullo sfondo compaiono colline, corsi d’acqua, castelli e borghi silenziosi che non hanno una semplice funzione decorativa, ma diventano parte integrante della narrazione sacra. Le figure dei santi appaiono solenni ma profondamente umane, immerse in una luce limpida che trasmette un senso di calma e contemplazione.
I colori nitidi, la precisione prospettica e la delicatezza delle atmosfere trasformano il dipinto in una visione sospesa, dove natura e spiritualità convivono in perfetto equilibrio. Più volte restaurato nel Novecento, il polittico conserva ancora intatta la sua forza espressiva. Oltre a rappresentare uno dei capolavori di Cima da Conegliano, l’opera testimonia il dialogo culturale tra Venezia e il Mezzogiorno d’Italia, confermando la capacità della Basilicata di custodire tesori artistici di valore universale. Nel silenzio della chiesa che lo accoglie, il Polittico di Miglionico continua ancora oggi a restituire lo stupore e la bellezza di un Rinascimento senza tempo.






