Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Oltre il giardino

Come nasce una relazione che non schiaccia nessuno

da | 25 Giu 2026 | Scritture Sociali

OGNI INCONTRO UMANO si svolge su un terreno che raramente è perfettamente piano. A volte la differenza è minima, quasi impercettibile; altre volte si presenta come una scalinata ripida fatta di ruoli, potere, aspettative, ideologie, timori. È in questo spazio inclinato che si misura la qualità della relazione, perché ciò che accade tra due persone non dipende solo da ciò che dicono, ma dal modo in cui si guardano, si ascoltano e si interpretano a vicenda.

Gurdjieff ricordava che “gli ostacoli sono molto utili per un uomo. Se non esistessero, bisognerebbe crearli intenzionalmente”. Nelle relazioni, gli ostacoli non mancano mai: il punto è come li attraversiamo.

Il primo elemento che orienta una relazione è il filtro mentale con cui entriamo in contatto con l’altro. Prima ancora delle parole, è il nostro atteggiamento a definire il clima: un filtro di diffidenza irrigidisce, un filtro di curiosità apre. È un meccanismo circolare: ciò che pensiamo orienta il nostro comportamento, il comportamento genera una reazione, la reazione conferma ciò che pensavamo. È la profezia che si autoavvera, che può trasformare un incontro in un conflitto o in un’alleanza. Per questo la responsabilità relazionale non consiste nel cambiare l’altro, ma nel riconoscere il filtro che stiamo usando.

Quando il terreno è sbilanciato — un capo e un collaboratore, un cliente e un fornitore, un adulto e un ragazzo — il rischio è che la relazione scivoli verso la sudditanza o la prevaricazione. In questi casi il lavoro interno è decisivo: sostituire il filtro della paura o del giudizio con quello della partnership, ricordando che i ruoli possono essere diversi ma il valore umano è lo stesso. Questo semplice spostamento mentale modifica postura, tono, sguardo: il corpo diventa un linguaggio che comunica apertura invece che difesa. Mani visibili, spalle rilassate, distanza rispettosa, voce calma: sono segnali che abbassano le barriere anche quando l’altro esercita un ruolo di forza.

La parola completa ciò che il corpo prepara. Una relazione si costruisce quando si rinuncia alla tentazione di prevalere e si sceglie di comprendere. Le domande aperte sostituiscono le affermazioni rigide, la riformulazione mostra che abbiamo ascoltato davvero, i messaggi in prima persona evitano l’accusa e proteggono la dignità di entrambi. Anche nei momenti di tensione, soprattutto in quelli, la scelta di dire “Quando accade questo, io mi sento così” invece di “Tu sbagli sempre” cambia la direzione dello scambio. Non è debolezza: è autorevolezza relazionale.

Nelle relazioni affettive, dove il terreno è più emotivo che gerarchico, il filtro del rancore accumulato può trasformare ogni gesto in una minaccia. Qui il codice più potente è la vulnerabilità: ricordare che l’altro non è un avversario, ma qualcuno che teme di non essere visto. Un contatto lieve, uno sguardo che non giudica, una frase che restituisce il proprio vissuto senza ferire: sono piccoli atti che ricostruiscono ponti dove sembravano esserci solo muri.

Alla fine, la qualità di una relazione non dipende dall’assenza di ostacoli, ma dalla capacità di attraversarli senza perdere il rispetto per sé e per l’altro. Ogni gradino può diventare un punto di osservazione più alto, se scegliamo di salire insieme.

Altri Articoli

Leggi anche

Ultimi Articoli

Le mani di Calia nella grande trama di Viva Vittoria

Ci sono gesti semplici che acquistano forza quando diventano collettivi. Un quadrato lavorato a maglia, qualche ora del proprio tempo, mani diverse che finiscono per lavorare allo stesso progetto. A Matera accade da mesi con Viva Vittoria, l’iniziativa che attraverso...

Da Matera la scuola del futuro, la sfida di ARS book

Quando suo padre Cosimo D’Ercole cominciò a portare i primi computer in Basilicata, negli anni Ottanta, parlare di realtà aumentata o intelligenza artificiale sarebbe sembrato quasi fantascienza. Quarant’anni dopo sua figlia Antonella ha raccolto quella storia e ha...

Medicina dello Sport in Basilicata

Sempre più spesso, anche in Basilicata, nascono strutture ed associazioni finalizzate alla pratica sportiva in maniera amatoriale, dilettantistica o professionistica, con una distribuzione abbastanza omogenea su tutto il territorio Regionale. Questa diffusa presenza,...

La Basilicata in pista

Imola è stata una gara molto impegnativa a causa del grande caldo, ma il lavoro fatto con tutto il team ci ha ripagati alla grande. Siamo partiti con una splendida prima posizione in qualifica e l'abbiamo confermata con un altrettanto splendida vittoria in gara;...

Le mani d’oro di Sasà

CURRICULUM:Settore giovanile e 1 anno di serie D con Invicta Potenza, poi passaggio nel 1987 al Kroton in serie C fino al 90.Bisceglie 90-91 serie C, Atletico Leonzio 91-92, Pisticci in serie D 92-93, Potenza calcio 93-94 C1, poi 94-95, 95-96 e 96-97.Sant'Anastasia...

Rumori e colori della Basilicata

Quando alla sera il cielo si copre di sfumature violacee e viene squarciato da artigli rosei e scarlatti, il giallo vivo della ginestra riposa sotto un manto screziato, il grillo inizia a dare voce al suo canto festoso, e la lucertola, che durante il giorno con la sua...

Una serata tra archeologia, stelle e teatro

Ieri sera ho avuto la fortuna di partecipare a una serata davvero particolare, in uno di quei luoghi in cui passato e presente sembrano incontrarsi senza fare troppo rumore. La visita alla villa romana ubicata in agro di Tolve ci ha portato dentro una storia molto più...

La Santa Eufemia di Irsina

Tra le opere che meglio testimoniano la ricchezza e la varietà del patrimonio artistico lucano, la Sant’Eufemia di Irsina occupa un posto del tutto particolare. Custodita nella Concattedrale di Santa Maria Assunta, la scultura non è soltanto una preziosa testimonianza...

In Evidenza

La ricchezza che scorre sotto i nostri occhi

Forse abbiamo un problema con le cose che possediamo da sempre: finiamo per non vederle più. È successo con i nostri paesaggi, con i nostri borghi, con i boschi. E forse sta accadendo anche con...

La Basilicata bella

La copertina di questo mese è un racconto silenzioso. Un piccolo quadro naturale che contiene, in un solo istante, la storia lunga della Basilicata: il tempo che passa, ciò che resta, ciò che si...

La Basilicata in sincronia

Ci sono momenti in cui una comunità sente il bisogno di guardarsi dentro, di riconoscere ciò che la tiene insieme e ciò che la fa crescere. Questo numero nasce da qui: dall’idea che la Basilicata,...

Forza antica. Identità di oggi

Ho scelto di sollevare un rython antico con una mano moderna perché questo gesto racconta, da solo, il tema del numero di maggio: la forza antica che continua a formarci. Il vino che scorreva in...

Cosa lasciamo dopo di noi

Ogni numero di Terra di Basilicata nasce da una domanda che attraversa i territori prima ancora che le pagine. Questa volta la domanda è semplice solo in apparenza: cosa lasciamo dopo di noi. Non un...

La gioventù lucana cresce qui e mette radici altrove

Da anni la nostra regione vive una lenta emorragia di energie, idee, competenze. Non è un destino scritto nelle pietre: è il risultato di un immobilismo che ha frenato programmazione, visione e...

Perchè nasce Terra di Basilicata

In un momento di estrema vulnerabilità, mentre affrontavo un delicato problema di salute nel silenzio sospeso del Covid, ho cercato un senso per il mio futuro e ho giurato a me stesso che, se ci...
ArdsuADV
Shadow