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Non voglio andarmene

Un appello diretto a chi decide il nostro futuro

da | 16 Apr 2026 | Scrivi a

È un pensiero che ritorna ogni volta che attraverso la piazza del mio paese al tramonto, quando le luci dei bar si accendono e riconosco le voci di sempre. Scrivo a voi che guidate scuole, istituzioni, imprese e comunità, a voi che conoscete le stanze dove si prendono le decisioni. Sento il bisogno di raccontarvi un sogno semplice e ostinato: restare. Restare qui, nella terra in cui sono nato, dove conosco il vento che arriva dalle colline e il rumore delle saracinesche che si alzano la mattina presto.

Vorrei costruire una famiglia in questo luogo che chiamo casa, comprare un’abitazione che diventi il mio punto fermo, trovare un lavoro dignitoso che non mi costringa a vivere mese per mese. Non vi chiedo il “come”: so che spetta a voi creare le condizioni perché tutto questo sia possibile. Vi chiedo solo di pensare davvero a noi, non come numeri in un report, ma come ragazzi che vi guardano con la stessa fiducia con cui si guarda un genitore. Ci fidiamo se chi decide lo farà senza barriere ideologiche, con la responsabilità di dare risposte sincere. Noi giovani vogliamo restare davvero, ma spesso il nostro territorio non riesce a offrirci ciò che altrove è considerato normale: stabilità, prospettive, un domani che non sia una corsa a ostacoli.

Vorremmo crescere senza sentirci sospesi, senza dover partire per inseguire opportunità che dovrebbero esistere anche qui. E un giorno, quando saremo adulti, ci piacerebbe raccontare ai nostri figli che non ci siamo arresi, che abbiamo creduto nella possibilità di cambiare le cose senza urlare, usando la penna, la carta e i social con intelligenza.

Immaginiamo un tempo nuovo, in cui la rassegnazione non avrà più spazio e in cui restare non sarà un atto di coraggio, ma una scelta naturale. Il nostro obiettivo è chiaro: restare, costruire, appartenere. Ora tocca a voi creare il terreno perché queste radici, oggi sospese, possano finalmente attecchire e crescere.

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