Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Le cime di Arturo: la diversità come incontro

Gianluca Caporaso

da | 30 Lug 2026 | Identità Lucana

Con Le cime di Arturo, Gianluca Caporaso torna al romanzo dopo le esperienze poetiche che ne hanno definito una voce riconoscibile, capace di unire delicatezza e profondità. Il nuovo libro, pubblicato da Salani, si muove nel territorio che l’autore conosce bene: quello dei bambini che cercano il proprio posto nel mondo e degli adulti che provano a sostenerli con gesti semplici, quotidiani.

Arturo ha dieci anni e vive un rapporto complesso con la scuola: le parole sembrano muoversi, scappare, ribellarsi alla sua vista. Questo lo espone alle prese in giro dei compagni e a un senso di esclusione che Caporaso racconta con misura, senza drammatizzazioni.

La diversità di Arturo non è presentata come un marchio né come un talento speciale: è il motivo che genera incontri, che apre spazi di relazione, che permette agli altri — genitori, compagni, lettori — di interrogarsi su come si può stare accanto a chi vive un’esperienza diversa dalla propria.

Accanto al protagonista ci sono una madre che conosce la magia degli oggetti dimenticati e un padre “pieno di buchi”, come tutti gli adulti. Attraverso di loro Arturo scopre che sono i gesti minimi a cambiare ciò che sembra troppo grande, e che anche le stelle, alla fine del loro turno, hanno bisogno di riposare. È una metafora che restituisce al lettore un’idea di cura discreta, fatta di presenza e ascolto.

Lo stile di Caporaso, definito da Chiara Gamberale “denso e originale come la dorsale appenninica”, si conferma nella capacità di intrecciare immaginazione e realtà con una lingua che parla a bambini e adulti. Il Mattino lo descrive come un “giocoliere delle parole”, mentre Andersen sottolinea la sua abilità nell’accendere “scintille di pace” senza ignorare le ombre del mondo.

Questa doppia tensione — verso la leggerezza e verso la complessità — attraversa tutto il romanzo. L’esperienza dell’autore nei laboratori di scrittura fantastica e negli incontri con le scuole emerge chiaramente: Le cime di Arturo è un libro che invita a guardare la diversità come occasione di relazione, come possibilità di costruire legami e immaginare nuove forme di convivenza.

Non offre soluzioni, ma apre sentieri: quelli che Arturo prova a scalare e quelli che ogni lettore può riconoscere nella propria storia.

Altri Articoli

Leggi anche

Ultimi Articoli

Mario Polese e il filo rosso della prossimità

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

Il condominio verde

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

L’Orto di quartiere: semi di comunità

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

La casa che respira

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

La parola che costruisce

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

Il tempo che dona

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

Il Murice spinoso del mar Jonio

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

Il Castello di Lagopesole

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

In Evidenza

La Basilicata bella

La copertina di questo mese è un racconto silenzioso. Un piccolo quadro naturale che contiene, in un solo istante, la storia lunga della Basilicata: il tempo che passa, ciò che resta, ciò che si...

La Basilicata in sincronia

Ci sono momenti in cui una comunità sente il bisogno di guardarsi dentro, di riconoscere ciò che la tiene insieme e ciò che la fa crescere. Questo numero nasce da qui: dall’idea che la Basilicata,...

Forza antica. Identità di oggi

Ho scelto di sollevare un rython antico con una mano moderna perché questo gesto racconta, da solo, il tema del numero di maggio: la forza antica che continua a formarci. Il vino che scorreva in...

Cosa lasciamo dopo di noi

Ogni numero di Terra di Basilicata nasce da una domanda che attraversa i territori prima ancora che le pagine. Questa volta la domanda è semplice solo in apparenza: cosa lasciamo dopo di noi. Non un...

La gioventù lucana cresce qui e mette radici altrove

Da anni la nostra regione vive una lenta emorragia di energie, idee, competenze. Non è un destino scritto nelle pietre: è il risultato di un immobilismo che ha frenato programmazione, visione e...

Perchè nasce Terra di Basilicata

In un momento di estrema vulnerabilità, mentre affrontavo un delicato problema di salute nel silenzio sospeso del Covid, ho cercato un senso per il mio futuro e ho giurato a me stesso che, se ci...
640x820MotorFrance
Shadow