Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Contro la gravità che trattiene

da | 29 Giu 2026 | Educazione e Sport

Sgombriamo il campo dai malintesi: decidere di studiare fuori o di non tornare a casa dopo gli studi non è un tradimento, è spirito di sopravvivenza. Eppure, ogni volta che un fuorisede pronuncia la frase “Forse vado a studiare fuori” oppure “Magari cerco lavoro qui”, nell’aria cala il gelo. È l’inizio di un dramma… In quanto fuorisede, posso confermare che arriva un momento in cui capisci che il tuo futuro non sarà dove sei cresciuto. Succede di solito davanti alla valigia da svuotare, quando ritorni qui, mentre realizzi che la tua vita ormai ha preso un’altra orbita.

Decidere di non tornare a casa dopo l’università è un mini-dramma silenzioso. Non ci sono grandi litigi, ma una sottile guerra psicologica a colpi di sensi di colpa. La pressione dei genitori non è cattiva, anzi, è travestita da amore: è la nonna che ti chiede se “lì mangi abbastanza?”, o mamma che spera segretamente di ripopolare la tua cameretta (quella che ora ospita una cyclette usata come appendiabiti oppure una miriade di cartoni che probabilmente non verranno mai più aperti). Ma la verità è che, a vent’anni, devi fare i conti con la realtà.

Studio ingegneria aerospaziale e restare dove c’è innovazione non è un capriccio, ma l’unico modo per trovare un lavoro che non faccia marcire anni di notti in bianco sui libri. Inoltre, la nuova vita fuori ti cambia radicalmente: passi dallo shock culturale dei primi mesi, in cui scopri che sarai tu a doverti cucinare ogni giorno, al crearti una seconda famiglia fatta di coinquilini disperati e amici con cui condividi tutto. Questa ritrovata indipendenza, costruita sopravvivendo a una lavatrice sbagliata e alle cene a base di tonno e ansia, ti regala un superpotere: capire che sai stare in piedi da sola.

Scegliere di allontanarsi non significa dimenticare le proprie radici, ma decidere per se stessi. Ha un valore psicologico enorme: significa capire che il proprio posto nel mondo devi sceglierlo tu, anche se fa male. In fondo, se c’è una cosa che impari studiando aerospaziale è che, per esplorare nuove rotte e trovare il proprio posto nell’universo, a un certo punto bisogna avere il coraggio di prendere il volo e allontanarsi dalla base. Anche se la forza di gravità di casa continua a farsi sentire.

Altri Articoli

Leggi anche

Ultimi Articoli

Gerardo Cosenza

Ci sono artisti che lasciano opere. E poi ci sono artisti che lasciano un modo di guardare il mondo. Gerardo Cosenza appartiene alla seconda categoria: pittore, docente, guida generosa, capace di trasformare ogni gesto in un atto di conoscenza. La sua scomparsa nel...

Le immagini che ci aiutano a vivere

Riguardando una vecchia fotografia scattata a Potenza negli anni della mia formazione, ho riconosciuto in quell’immagine una domanda che avrebbe guidato il mio percorso: che ruolo hanno le immagini nella costruzione dell’identità e delle relazioni? Questa domanda mi...

Il respiro dell’acqua

C’è un momento, quando si cammina lungo i torrenti di San Fele, in cui il rumore dell’acqua sembra raccontare più della memoria scritta. È un suono antico, regolare, quasi domestico. Eppure, dietro quella voce naturale, si nasconde una storia sorprendente: un...

Scuola, lavoro e nuove filiere

La storia economica insegna che i territori non rinascono per caso: rinascono quando una comunità riconosce le proprie risorse, le interpreta e le trasforma in lavoro. È accaduto nel Medioevo, quando piccoli borghi appenninici e alpini divennero distretti produttivi...

Il silenzio che risponde

C’è un momento, certe sere, in cui mi guardo seduto a tavola e quasi non ci credo. Sto parlando con qualcuno che non parla la mia lingua, arrivato dall’altro capo del mondo, un paese remoto della Cina, del Libano, del Marocco… e mi sta raccontando, con la serietà di...

Rinascita Lagonegro

A Lagonegro la pallavolo non è soltanto un gioco: è un modo di stare insieme, un collante sociale che ha trasformato una passione sportiva in un patrimonio condiviso. La Rinascita Volley ’78 porta nel nome la sua vocazione: rinascere, ricostruire, rimettere in moto...

Donato Sabia

Nella storia dello sport lucano ci sono vite che brillano più dei risultati che hanno conquistato. Tra queste, quella di Donato Sabia è un esempio raro di talento, sacrificio e dignità. Nato a Potenza l’11 settembre 1963, cresciuto in una terra priva di piste moderne,...

Paolo Cillis

RUBRICA AUTOGESTITA DEDICATA AGLI AMMINISTRATORILa rubrica prosegue con un nuovo contributo di Paolo Cillis, riconfermato sindaco di Pietragalla per il suo secondo mandato con la lista civica "Pietragalla bene comune" Nel suo intervento offre uno sguardo diretto sul...

Diversità o differenza

“Diversità” e “Differenza” sono termini spesso usati come sinonimi, ma indicano dimensioni diverse. La differenza è una distinzione oggettiva e misurabile; la diversità riguarda l’unicità dell’individuo o di un gruppo rispetto alla totalità, legata all’identità...

Il ritorno che cura

Il rientro estivo degli emigrati lucani nei paesi d’origine è molto più di una vacanza: è un gesto terapeutico. Chi torna ritrova i luoghi dell’infanzia, le case riaperte, gli odori delle cucine, e attraverso questi segni ricompone parti di sé rimaste sospese nella...

In Evidenza

La Basilicata in sincronia

Ci sono momenti in cui una comunità sente il bisogno di guardarsi dentro, di riconoscere ciò che la tiene insieme e ciò che la fa crescere. Questo numero nasce da qui: dall’idea che la Basilicata,...

Forza antica. Identità di oggi

Ho scelto di sollevare un rython antico con una mano moderna perché questo gesto racconta, da solo, il tema del numero di maggio: la forza antica che continua a formarci. Il vino che scorreva in...

Cosa lasciamo dopo di noi

Ogni numero di Terra di Basilicata nasce da una domanda che attraversa i territori prima ancora che le pagine. Questa volta la domanda è semplice solo in apparenza: cosa lasciamo dopo di noi. Non un...

La gioventù lucana cresce qui e mette radici altrove

Da anni la nostra regione vive una lenta emorragia di energie, idee, competenze. Non è un destino scritto nelle pietre: è il risultato di un immobilismo che ha frenato programmazione, visione e...

Perchè nasce Terra di Basilicata

In un momento di estrema vulnerabilità, mentre affrontavo un delicato problema di salute nel silenzio sospeso del Covid, ho cercato un senso per il mio futuro e ho giurato a me stesso che, se ci...
640x820MotorFrance
Shadow