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Il genio dell’orchidea travestita da ape

Dinamiche adolescenziali e strategie evolutive nel regno animale.

da | 27 Mag 2026 | Ambiente e Benessere

Il fiore spontaneo che più richiama sensualità, elegan­za e desiderio spunta a maggio nei prati lucani saturi di profumi: l’orchidea. Il nome deriva dal greco órchis = testicolo, per la forma dei rizotuberi di molte specie, ap­paiati e ovoidali.

Nelle orchidee del genere Ophrys l’ingegno botanico rag­giunge livelli estremi. L’esemplare più sorprendente è Ophrys apifera, l’orchidea a forma d’insetto o fior d’ape, celebre per il suo meccanismo di impollinazione per inganno sessuale. Non produce nettare, ma attira i maschi degli insetti impolli­natori emettendo ferormoni simili a quelli delle femmine di specifici imenotteri. Accanto alla manipolazione chimica agisce il trucco visivo: il fiore imita alla perfezione forma e colori dell’ad­dome dell’insetto femmina. Il maschio, convinto di aver trovato la partner, si lancia sul labello vellutato compiendo movimenti pseudo­copulatori.

Anche gli stimoli tattili, generati da peli presenti sul labello, contribui­scono all’inganno. Durante il contatto, la testa dell’insetto urta una piccola tasca vischiosa posta nella parte superiore del fiore: minuscole masserelle polliniche si incollano tra le sue antenne. Saranno poi depositate su un’altra Ophrys, completando l’impollinazione. L’inganno funziona alla perfezione. Il legame tra pianta e insetto è un classico esempio di coevoluzione: nessuna delle due specie sopravviverebbe senza l’altra. E, paradossalmente, i maschi dell’imenottero sembrano preferire i fiori alle femmine reali, l’imitazione all’originale.

L’ofride, con labello bruno porporino e macchia centrale più chia­ra contornata di giallo, è presente in Basilicata soprattutto nelle aree collinari e montuose: Pollino, Val d’Agri (tra il Pertusillo e il Sirino), faggeta di Moliterno, Parco della Murgia Materana.

Un tempo la tripla illusione creata dall’orchidea era considerata una bizzarria scientifica. Oggi sappiamo che in natura le soluzioni più stravaganti sono spesso le più raffinate.

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