Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Voci, storie e sguardi della comunità lucana

Mensile gratuito di pensiero e territorio, in versione cartacea e digitale

Il bagaglio della viandante

IO SONO UNA VIANDANTE.
I miei occhi ritrovano immediatamente terre lontane negli occhi di chi incontrano, come se riconoscessero le molecole di una stessa nostalgia. In questi giorni, a Boston, sto ospitando una ragazza della provincia di Salerno, lucana d’adozione per motivi di studio. È qui per portare avanti una ricerca importante nel campo della biologia.

Osservandola, nei suoi ritmi rigorosi, nella serietà silenziosa con cui affronta le sue giornate, ho pensato ai lucani a Boston, in America, e a tutti coloro che, pur essendo partiti, non hanno mai smesso davvero di appartenere. Ci sono terre che non restano soltanto in un ricordo o in un accento. Restano nel carattere, nei gesti, nel modo in cui si affrontano le difficoltà. Negli sguardi. La Basilicata, per chi la porta dentro, è anche questo: pazienza, misura, silenzio. Noi lucani, anche quando attraversiamo oceani, spesso ci riconosciamo per una qualità che non ha bisogno di essere proclamata: il rispetto profondo per il lavoro. Non un culto sterile del sacrificio, ma la dignità delle cose fatte con dedizione. La serietà di chi sa che ogni risultato richiede tempo, che ogni traguardo si costruisce passo dopo passo, che nulla di autentico nasce in fretta.

Forse veniamo da una regione che non ha bisogno di sovrastrutture, perché conosce il valore della fatica. Una terra che insegna a non sprecare, a non esibire, a non gridare troppo presto. E così, anche in America, nei luoghi della velocità e dell’affermazione a ogni costo, continuiamo a portare con noi una forma di sobrietà interiore. Una forza quieta.

Una tenacia che non cerca applausi. Guardando questa giovane ricercatrice, mi sono ritrovata a pensare che la nostra terra, apparentemente immobile, in realtà compie lunghissimi viaggi attraverso le persone che studiano, lavorano, resistono, costruiscono a chilometri di distanza. Nei lucani di nascita e in quelli d’adozione. In chi parte, ma non recide.

Essere viandanti non significa perdersi. Significa imparare a camminare nel mondo senza tradire ciò che si è.

E noi, ovunque siamo, senza clamore, continuiamo a rivelarlo.

Altri Articoli

Leggi anche

Ultimi Articoli

Mario Polese e il filo rosso della prossimità

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

Il condominio verde

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

L’Orto di quartiere: semi di comunità

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

La casa che respira

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

La parola che costruisce

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

Il tempo che dona

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

Il Murice spinoso del mar Jonio

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

Il Castello di Lagopesole

La ripartenza della Basilicata richiede un progetto condiviso che vada oltre la crisi. Coinvolgendo giovani, associazioni e professionisti in un dialogo continuo, la comunità può costruire il suo futuro.

In Evidenza

La Basilicata bella

La copertina di questo mese è un racconto silenzioso. Un piccolo quadro naturale che contiene, in un solo istante, la storia lunga della Basilicata: il tempo che passa, ciò che resta, ciò che si...

La Basilicata in sincronia

Ci sono momenti in cui una comunità sente il bisogno di guardarsi dentro, di riconoscere ciò che la tiene insieme e ciò che la fa crescere. Questo numero nasce da qui: dall’idea che la Basilicata,...

Forza antica. Identità di oggi

Ho scelto di sollevare un rython antico con una mano moderna perché questo gesto racconta, da solo, il tema del numero di maggio: la forza antica che continua a formarci. Il vino che scorreva in...

Cosa lasciamo dopo di noi

Ogni numero di Terra di Basilicata nasce da una domanda che attraversa i territori prima ancora che le pagine. Questa volta la domanda è semplice solo in apparenza: cosa lasciamo dopo di noi. Non un...

La gioventù lucana cresce qui e mette radici altrove

Da anni la nostra regione vive una lenta emorragia di energie, idee, competenze. Non è un destino scritto nelle pietre: è il risultato di un immobilismo che ha frenato programmazione, visione e...

Perchè nasce Terra di Basilicata

In un momento di estrema vulnerabilità, mentre affrontavo un delicato problema di salute nel silenzio sospeso del Covid, ho cercato un senso per il mio futuro e ho giurato a me stesso che, se ci...
640x820MotorFrance
Shadow