Italo Squitieri
L'arte di un lucano cosmopolita

Italo Squitieri (Potenza, 1907 – Cortina d’Ampezzo, 1994) è una delle figure più originali della pittura lucana del Novecento. Artista nomade e colto, ha saputo fondere il legame con la sua terra con le avanguardie europee, costruendo un linguaggio personale e in continua trasformazione.
La sua formazione nasce a Milano, dove abbandona gli studi di ingegneria per l’Accademia di Brera. Qui incontra Carrà, Casorati e soprattutto Sironi, che segna la sua prima fase con volumi plastici e geometrie essenziali. I soggiorni a Parigi ampliano il suo orizzonte: Squitieri frequenta Picasso, Max Ernst, Cocteau ed Hemingway, assorbendo un cosmopolitismo che resterà una costante della sua poetica. Cortina d’Ampezzo diventa poi la sua seconda casa, luogo di maturazione e successo, tra ritratti della mondanità e paesaggi dolomitici.
La sua produzione si articola in cicli tematici che riflettono urgenze interiori, etiche e filosofiche. La “Lucania interiore” accompagna tutta la sua vita: case arroccate, pietra scorticata, donne del Sud diventano simboli di una terra aspra e mitica, trasfigurata in immagini senza tempo.
Il ciclo Il Potere (1973–1979) è la fase più drammatica e politica. Ventisei tele di denuncia sociale, caratterizzate da un segno nitido e lapidario, colori aggressivi e figure schiacciate da forze oscure. È una riflessione sulla decadenza morale della società contemporanea, confluita anche nel volume monografico curato da Italo Carlo Sesti.
Segue Petra (1979–1985), nato da un viaggio in Giordania. Le rovine nabatee scolpite nella roccia rosa evocano in Squitieri i Sassi di Matera e la pietra lucana. La luce del deserto gli permette di abbandonare le tinte cupe del Potere e di riscoprirsi “mediterraneo e solare”. La pietra diventa simbolo di eternità, ponte tra culture lontane e radici personali.
Con Il Precario (dal 1985), l’artista affronta la fragilità dell’esistenza contemporanea. Opere come Condizione Umana, Memoria di Ulisse e Ultimo Frammento interrogano la caducità dei desideri umani, la moda, la gloria, il denaro, restituendo una visione inquieta e filosofica del nostro tempo.
La traccia lasciata da Squitieri è quella di un maestro che ha trasformato la Lucania in un luogo universale, fondendo radici e modernità. Le sue opere, oggi in collezioni pubbliche e private, sono esposte anche nella Collezione Permanente Concetto Valente della Pinacoteca Provinciale di Potenza, testimonianza viva di un artista libero, europeo e profondamente lucano.






