Noi qui
di Domenico Brancucci

Domenico Brancucci (Potenza, 1969) torna alla poesia con Non qui, nuova raccolta edita da Edigrafema, un libro che attraversa le zone d’ombra dell’esistenza con una voce matura, disincantata e insieme profondamente umana.
Le sue poesie sono luoghi di passaggio: strade smarrite nella notte, nomi che diventano identità fragili, città che somigliano a coscienze stanche, ricordi che riaffiorano come vecchie polaroid restituite dal mare. Brancucci scrive per sottrazione, con un linguaggio che incide: versi brevi, immagini taglienti, una malinconia che non cerca consolazione ma verità. Nei suoi testi si avverte la tensione tra ciò che resta e ciò che sfugge, tra il desiderio di fermare l’onda della vita “a mani nude” e la consapevolezza che “comunque vada, nessuno capirà”.
È una poesia che guarda l’abisso senza compiacersene, che interroga il nome, il tempo, la memoria, e che scava nelle crepe dell’umano per trovare un punto di appoggio, anche minimo, anche provvisorio. Non qui è un libro dedicato a chi resta, a chi attraversa il dolore senza smettere di cercare un altrove possibile.
Le poesie oscillano tra intimità e denuncia, tra nostalgia e ironia amara, come in Aria di festa, dove il Natale diventa un teatro di ipocrisie e solitudini mascherate. Eppure, in questa disillusione, affiora sempre una scintilla: la possibilità di guardare il mondo da un’altra altezza, come ricorda la citazione di Gagarin che apre il volume.
Un’opera che conferma Brancucci come una delle voci più autentiche della poesia contemporanea lucana.
Non qui è disponibile in libreria, negli store online o ordinabile presso qualsiasi libreria di fiducia.






