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La medicina dello sport come sentinella di salute

Il sogno che unisce una città e i suoi figli nel mondo

La scuola di specializzazione in Medicina dello Sport nasce in Italia nel 1957 grazie a Rodolfo Margaria e ancora oggi è un modello internazionale. Il medico dello sport non segue solo atleti, ma svolge un ruolo centrale nella prevenzione, grazie alle visite per l’idoneità agonistica e non agonistica. Questi controlli hanno reso l’Italia uno dei Paesi più sicuri: la morte improvvisa legata allo sport è di 1 caso ogni 1,5 milioni, contro 1 ogni 100 mila nel mondo.

Con la fine della leva e il calo della medicina scolastica, la visita sportiva è diventata una vera sentinella sanitaria, capace di individuare patologie nascoste. Oggi la disciplina evolve in Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico, riconoscendo l’attività fisica come terapia in tutte le fasi della prevenzione.

La sedentarietà pesa enormemente sul sistema sanitario. In Basilicata, dove riguarda il 53% della popolazione, serve un’azione condivisa per spezzare il circuito sedentarietà‑disabilità e costruire una comunità più sana. Come ricorda Silvio Garattini: “Non è mai troppo tardi”.

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