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Sospesi tra due mondi

da | 17 Mag 2026 | Educazione e Sport

Crescere tra le montagne della Basilicata significa vivere con un orizzonte che protegge e, al tempo stesso, limita. Dopo il mio percorso al liceo, mi sono trovata davanti a un dilemma comune a molti miei coetanei: restare legata alla mia terra o inseguire un sogno che guardava più lontano. Alla fine, è stata la realtà a scegliere per me. Per studiare ciò che amavo, ho dovuto fare le valigie.

Non ho ancora tutte le risposte. Non so quale sarà il mio posto nel mondo, ma c’è un’idea che mi guida: diventare una donna indipendente, capace di muoversi con competenza. Il problema principale per noi giovani è sempre lo stesso: la mancanza di opportunità. Spesso ci scontriamo con un mondo del lavoro fermo o con università che non bastano a contenere i nostri sogni. Questa assenza di sbocchi mi ha spinta a studiare fuori: una scelta quasi obbligata per non restare ferma in un contesto che, pur amando, sentivo troppo stretto.

Vivere lontano significa abitare un paradosso: per costruire il tuo futuro, sei costretta a rinunciare al tuo presente in Basilicata. Se resti, hai gli affetti e le radici ma ti mancano le opportunità; se te ne vai, trovi la tua strada ma perdi un pezzo di te. Realizzarsi lontano da casa è un compromesso tra chi vogliamo diventare e il posto a cui apparteniamo.

Arrivati a questo punto, la domanda è: restare o partire? Partire significa mettersi alla prova in realtà nuove. Restare è un atto di coraggio, perché significa provare a cambiare le cose e impedire che la nostra terra continui a svuotarsi. Anche lontana da casa, continuo a chiedermi: perché dobbiamo scegliere tra il talento e le nostre radici?

Sembra quasi che, per costruire il futuro, l’unica strada sia partire. E spesso ci sentiamo come passeggeri su un treno guidato da altri, diretti verso un futuro che non abbiamo davvero scelto. Eppure, se vogliamo creare opportunità reali nella nostra terra, dobbiamo smettere di aspettare il “momento giusto” e iniziare a fare qualcosa, qui e ora. Perché il futuro non è un luogo in cui stiamo andando, ma qualcosa che stiamo costruendo ogni giorno.

La rinascita della Basilicata dipenderà dalla nostra capacità di fare squadra e superare l’individualismo. È una sfida importante, certo. Ma è solo insieme che possiamo riportare un pezzo di futuro tra le nostre montagne.

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