Moliterno: dal Castello all’arte del MAM
Storie di castelli, santuari e tradizioni

Seguendo la strada, rimaniamo suggestionati dal profilo di un castello, antico avamposto dalle cui mura si apre un paesaggio mozzafiato: una valle verdeggiante solcata dal fiume e circondata dal Parco dell’Appennino Lucano. Siamo in Val d’Agri, a Moliterno.
Nel cuore del paese, salendo nel centro storico, entriamo nel castello accompagnati dall’Associazione Turismo Moliterno e dai racconti di Anna Paola, Antonella e Pasquale, abitanti e custodi della storia del luogo. Il Castello di Moliterno, sentinella sull’abitato, nasce come fortificazione medievale a controllo della Valle dell’Agri. Il suo elemento più antico è la torre merlata longobarda, eretta per avvistare i Saraceni prima dell’anno 1000.
Nei secoli, ogni dominazione lasciò tracce con ampliamenti e modifiche. In età normanno‑sveva divenne presidio militare del sistema difensivo dell’Italia meridionale; in epoca angioina e aragonese subì ulteriori interventi, assumendo progressivamente il ruolo di residenza signorile fortificata fino al declino della funzione militare nel XVII secolo. Tra XIX e XX secolo alcune parti furono adattate a usi civili, ma oggi si punta alla valorizzazione e all’apertura al pubblico.
Con i responsabili dell’Associazione saliamo sulla torre: si apre un paesaggio emozionante, con il Sirino, l’Alpi e il Raparo ancora innevati, e Sarconi con l’acquedotto Cavour così vicino da sembrare raggiungibile. Il castello diventa un belvedere sulla Valle dell’Agri e sulla Murgia Sant’Angelo, dove emersero testimonianze di pastori transumanti dell’età del bronzo e del ferro. Una storia che ha contribuito alla fama del “canestrato di Moliterno”, pecorino legato alla transumanza e alla stagionatura nei tipici fondaci, che ha reso celebre il Canestrato IGP.
Proseguendo, incontriamo Palazzo Lovito, dove fu ospitato Zanardelli nel 1903: visita che portò alla legge del 1904 per la Basilicata, primo intervento organico dello Stato per il Mezzogiorno. In via San Pietro sorge Palazzo Parisi, casa natale del Generale Giuseppe Parisi, fondatore della Nunziatella. Poco oltre, la Chiesa della Madonna del Rosario, scrigno di un barocco “alla lucana”, custodisce opere preziose e un organo dei fratelli Carelli.
L’ultima tappa è il MAM – Musei Aiello Moliterno: gemme nel cuore antico del borgo. Le sale si aprono come scrigni di luce, dove l’arte del Novecento dialoga con la storia lucana. Una collezione vasta che comprende Michele Tedesco, Giacomo Di Chirico, Vincenzo Marinelli, la Scuola di Posillipo e paesaggisti internazionali. Il MAM è un museo diffuso che trasforma il borgo in un racconto d’arte, nato dal sogno del Professor Aiello.
Lasciamo Moliterno con la sensazione di aver attraversato un arcipelago di splendori, augurandoci che questa bellezza diventi meta consapevole e motore di nuovi progetti per i borghi lucani, per raccontare una Basilicata intima e sognante.







