di Pasquale Scarano
Sembrava di essere a Broadway, in “ cantando sotto la pioggia “, dove il malcapitato giudice di gara Viapiana Felipe di Catanzaro ha portato sulla scena del Viviani il suo personale show interpretativo, condito da 4 espulsioni, due dal campo e due dalla panchina, e ben 7 ammoniti. Una conduzione di gara che ha colpito anche il commissario arbitrale che stava sotto la nostra postazione, il cui solo sguardo trasmetteva incredulità e silenziosa correttezza. 2 a 2, il risultato finale, concretizzato tra mischie, proteste ed un arbitro che aveva perso il controllo della gara, per una pessima gestione del match, con utilizzazione errata del Footbal Video Support ( vedi l’espulsione di Selleri al 39° per doppio giallo, non consentito con il FVS), e la concessione di un dubbioso calcio di rigore agli aretusei,all’ultimo minuto di gioco. E’ evidente che l’inferiorità numerica ha creato grandi difficoltà al Potenza, che, nonostante tutto ha cercato di fare il possibile per raggiungere il successo. Dall’esame dell’incontro emerge il fatto che mister Turati non aveva rinunciato al solito modulo del 4-2-3-1, decisamente offensivo, ma che non ha prodotto secondo le aspettative. Nello schieramento a difesa del portiere Farroni, giostravano Bonacchi e Pacciardi, insuperabili sulle palle alte, ma in difficoltà su quelle veloci di Schimmenti e Selleri e De Marco un po’ pesce fuor d’acqua sull’ala mancina; per quanto riguarda i terzini Lob e Zanini spesso riuscivano a chiudere i passaggi tra le linee dettati dai centrocampisti rossoblù Felippe, Castorani e Siatounis. In mezzo al campo gli azzurri presentavano gli intercetta-palloni, Candiano e Frisenda, davanti alla difesa, i quali tentavano con scarso successo di mettere in moto i 3 trequartisti Pannitteri, Limonelli e Contini, con Sbaffo terminale d’attacco inoffensivo, reso tale dai difensori lucani: Riggio ( sostituito da Camigliano nel 1° tempo ) e Loiacono solitamente controllavano le iniziative avversarie, coadiuvati dagli esterni Adjapong e Balzano i quali dovevano combattere per fermare le ali avversarie.I due portieri,Farroni e Cucchietti, nella prima frazione effettuavano qualche intervento decisivo, ma senza fare straordinari. Nel 2° game, al contrario, 4 reti avrebbero emozionato un pubblico congelato “ sotto la pioggia “.All’11°, infatti un incursione di Schimmenti in area consentiva a Felippe di battere a rete per l’1-0 in favore del Potenza. A questo punto gli aretusei in superiorità numerica, inserivano Di Paolo, un’ala, ed il secondo centravanti Arditi; l’attaccante, servito da un cross proprio di Di paolo, e bruciando i difensori in sospensione schiacciava di testa, imparabilmente in rete, per il pareggio. Mister De Giorgio forse avrebbe dovuto prima tentare qualche cambio, effettuato in ritardo con D’Auria, Kirwan, Erradi e Maisto; proprio quest’ultimo, dopo una progressione inarrestabile, al 46°, era lesto a calciare verso la porta, provocando l’autorete dell’accorrente Capomaggio, (anch’egli neo-entrato) che infilava inopinatamente il pallone in porta.. Quello che resta del match, gli ultimi minuti, è solo un feroce attacco da parte degli azzurri,al fortino difeso dai leoni, che ormai difendevano con uno schieramento arretrato a 5 e palla lunga e pedalare; tutto questo fino al fantomatico penalty, trasformato impeccabilmente al 57° da Contini per il 2-2 finale.


