Undici anni per Acerenza
Il bilancio di un Sindaco tra infrastrutture, comunità e visione futura

Dopo due mandati alla guida di Acerenza, il sindaco traccia un bilancio che intreccia opere pubbliche, valorizzazione culturale, sostenibilità e attenzione alle nuove generazioni. Un percorso amministrativo che ha cercato di coniugare identità e innovazione, con l’obiettivo di rendere il borgo lucano più accessibile, attrattivo e vivibile. Tra infrastrutture strategiche, progetti culturali e iniziative per la comunità, emerge una visione che guarda al futuro senza dimenticare le radici.
Quali sono i risultati più significativi raggiunti e quali le opere da completare?
Undici anni di amministrazione hanno portato risultati tangibili: la ripresa dei lavori sulla strada tra la Diga di Acerenza e la S.S. 658, con un finanziamento complessivo di 20 milioni di euro, rappresenta un passo decisivo per lo sviluppo dell’Alto Bradano. A questo si aggiunge il progetto condiviso con altri comuni per la messa in sicurezza della strada Pian del Cerro–Ponte Tiera. Sul piano culturale, spiccano la nascita del Centro Studi sui Paesaggi Rurali e il Parco Urbano delle Cantine. Acerenza sarà inoltre protagonista come capitale italiana delle Città del Vino 2026/27, grazie a una candidatura condivisa con 13 comuni del Vulture–Alto Bradano. Un riconoscimento che punta a valorizzare il territorio e il suo vino, l’Aglianico, come leva di sviluppo.
Quali interventi avranno un impatto concreto su sanità, scuole e qualità della vita?
La riqualificazione delle strade urbane ed extraurbane, l’arredo urbano, l’accessibilità nel centro storico, la messa in sicurezza di aree critiche come Via delle Rocce, il miglioramento degli impianti sportivi e scolastici, gli interventi socio-sanitari e la manutenzione del patrimonio edilizio comunale sono azioni che mirano a superare le fragilità strutturali dei piccoli centri, migliorando concretamente la vita quotidiana.
Cosa è stato fatto per rafforzare turismo e identità culturale?
Il centro storico è stato oggetto di un ampio lavoro di riqualificazione, con eventi e collaborazioni che hanno consolidato il brand “Acerenza”. La Cattedrale e il corteo storico sono diventati strumenti di promozione culturale, mentre la sinergia con APT, Pro Loco e associazioni ha rafforzato l’accoglienza. L’obiettivo è rendere Acerenza una destinazione stabile di turismo lento e culturale, integrata nel paesaggio lucano.
Quali iniziative hanno coinvolto i giovani e sostenuto l’economia locale?
Progetti come “Resto al Sud”, bandi per nuove attività e incentivi per piccoli comuni hanno favorito l’imprenditorialità giovanile. Le cooperative di comunità e il “Turismo delle Radici” sono strumenti da potenziare per coinvolgere le nuove generazioni. La visione è chiara: unire tradizione e innovazione, rispettando l’identità del borgo e offrendo nuove opportunità.
Quali azioni ambientali e di gestione dei servizi lasceranno un’eredità duratura?
La raccolta differenziata porta a porta, l’illuminazione pubblica a LED, gli impianti fotovoltaici su edifici comunali, la cura del verde urbano, la piantumazione e gli interventi di resilienza climatica sono scelte che migliorano la qualità della vita e proiettano Acerenza verso un futuro sostenibile.
In sintesi, quale messaggio lascia questo percorso?
La speranza è che il lavoro svolto diventi base per una progettualità condivisa e duratura. Se si continua a investire in ricerca, monitoraggio e consapevolezza, Acerenza potrà crescere senza perdere la sua anima, dimostrando che anche un piccolo borgo può essere laboratorio di futuro.


