Oltre la fuga
La mobilità giovanile lucana tra Partenze, Ritorni e Prospettive Mancate

La Basilicata è ora seconda in Italia per incidenza percentuale tra iscritti AIRE e popolazione residente (28,8%), dietro solo al Molise. La mobilità coinvolge tutte le fasce d’età, non solo post-diploma o genitori che seguono i figli. Manca una prospettiva futura che garantisca tenuta sociale: anche chi ha un lavoro è costretto a spostarsi. Le politiche turistiche e di ritorno alle radici non bastano a invertire la tendenza.
I comuni con più iscritti all’AIRE sono Potenza, Lauria, Marsico Nuovo, Matera e San Fele. In termini percentuali spiccano Castelgrande (194,9%), Montemurro (183,5%) e Sasso di Castalda (162,5%). La provincia di Potenza registra il maggior numero di partenze. Segnali positivi emergono dalla mobilità interregionale: il 26% di chi è partito è rientrato.
La mobilità giovanile non è più sinonimo di fuga, ma di formazione e crescita. Solo il 26% emigra per mancanza di lavoro; la maggioranza lo fa per arricchire il proprio curriculum. Va rivista anche l’immagine promossa dai progetti sul turismo delle radici: i rientri restano marginali.
Il limite principale è la legge sulla cittadinanza, che ostacola il riconoscimento agli italo-discendenti. Così, la Basilicata diventa terra di transito, senza benefici in termini di nuovi cittadini. Serve una nuova attenzione verso le comunità associative all’estero, per non spezzare il legame con la regione. I Comuni devono rafforzare gemellaggi e occasioni di confronto. Il turismo, da solo, non basta più: è diventato il limite del nostro sviluppo.
È tempo di passare dalla semplice accoglienza alla visitor economy, mettendo al centro territori, comunità e valore generato. Un esempio è il turismo religioso, con San Giustino de Jacobis, patrono dei Lucani nel Mondo, legato a San Fele, candidato al “Borgo dei Borghi”. Il turismo religioso in Italia rappresenta tra l’1 e il 4% delle presenze totali. La Basilica di San Pietro accoglie 11 milioni di visitatori l’anno, Assisi 5 milioni, San Giovanni Rotondo 5,6 milioni, Loreto 4 milioni, Padova 3 milioni, Pompei quasi altrettanti.


