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Lettera al direttore Il carattere che ci precede

da | 22 Mag 2026 | Scrivi a

Caro Direttore,

osservando le persone che incontro ogni giorno, mi accorgo che un lucano si riconosce subito. Non serve sentirlo parlare: basta il modo in cui si avvicina agli altri, come racconta un episodio, come accompagna le parole con un gesto misurato, come cerca conferma con uno sguardo che dice più di una frase. È un linguaggio che vive nella postura, nella voce, nella confidenza discreta che ci appartiene da sempre. Un’identità che si manifesta prima ancora di dichiararsi.

La mia impressione è che il carattere lucano sia un’eredità visibile, un tratto che attraversa i secoli e continua a modellare il nostro modo di stare al mondo. La pazienza che sembra quiete ma è attenzione, la testardaggine che diventa metodo, la prudenza che convive con improvvisi slanci di generosità: sono segni che riconosciamo negli altri come in uno specchio. È come se avessimo un codice comune, non scritto, che ci permette di capirci al volo.

Qualcuno potrebbe pensare che, dopo secoli di dominazioni, contaminazioni e pressioni esterne, questa identità si sia dissolta. Che i lucani di oggi siano troppo mescolati per essere ancora riconoscibili. E invece accade il contrario. Proprio perché abbiamo attraversato tutto questo, abbiamo sviluppato un carattere che resiste, che si adatta senza perdere il nucleo, che assorbe senza confondersi. È una forza silenziosa, che non ha bisogno di imporsi per esistere.

Lo vedo quando incontro un lucano lontano da casa: a Milano, a Torino, a Londra o a Melbourne. In pochi minuti ritrovo quella miscela di ironia e concretezza, di lentezza apparente e rapidità di giudizio, di riservatezza e calore. È un modo di essere che non si cancella. È la nostra bandiera, portata con orgoglio anche quando non la esibiamo apertamente. Un senso di appartenenza che si accende ovunque ci si trovi, come un richiamo naturale.

Per questo le scrivo: perché credo che il nostro carattere sia una ricchezza, un tratto distintivo che merita di essere riconosciuto e custodito. Non per chiuderci, ma per sapere chi siamo davvero.

Riconoscersi è il primo passo per capirsi. Il carattere lucano continua a parlarci, nei gesti e nelle parole di ogni giorno, ovunque la vita ci porti.

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