Il Cuore non Basta

Pubblicato: Giovedì, 30 Settembre 2021

di Pasquale Scarano

Il cuore non è bastato al Potenza per riequilibrare il match, perduto forse immeritatamente, contro la Virtus Francavilla, nel quale i rossoblù sono partiti a razzo sin dai primi minuti, con delle combinazioni in velocità, la conclusione delle quali ha denotato assenza di precisione e cattiveria sotto rete.

Pura sfortuna, come dice mister Gallo, nell'occasione della traversa colpita, alla distanza di 30 metri, da un bolide di Sandri, a portiere lapalissianamente battuto. I leoni, quindi, fanno quello che possono e non riescono ad azzannare gli avversari; eppure, la squadra è ben disposta in campo, gli spazi sono razionalmente occupati dai vari elementi, ma, è questo il problema, i giocatori si adattano a ruoli che non corrispondono alle loro caratteristiche; a centrocampo si sente l'assenza di un metronomo, che detti i tempi e le modalità d'impostazione della manovra; insomma un Jorginho dei poveri, che possa ispirare la manovra e dettare i tempi e le modalità delle azioni, ed anche un molosso che in qualità di mediano ruba-palloni possa mettere paura agli avversari, contrastandoli anche nel gioco aereo, dove, in mezzo al campo c'è carenza in fase d'intercettazione.

Se poi non si trovano sbocchi offensivi, è perchè in attacco si sente l'assenza di un goleador di grosso calibro, che possa risollevare Salvemini dal peso e dalla responsabilità dell'unico attaccante di ruolo. Dopo queste premesse è chiaro il fatto che mister Gallo ha rielaborato la formazione , rispetto ad Avellino, schierando, con il 4-3-1-2, Marcone tra i pali, protetto dai due centrali Gigli e Cargnelutti, incomprensibilmente con Vecchi a destra e Coccia a sinistra, dove rende al 50%, per poi sostituire nella ripresa il primo con Nigro, riportando il capitano sulla fascia di competenza. In mezzo al campo Sandri tentava di fare il play-maker, coadiuvato da Zampa e Zenuni, due onesti lavoratori del pallone, con Ricci in posizione di trequartista, in alternanza con Costa Ferreira, il quale aveva il compito di appoggiare Salvemini in attacco, contro i rocciosi difensori bianco-azzurri.

Dal suo canto, mister Taurino rispondeva con il solito 3-5-2, dove Nobile giostrava a difesa della porta, con il pacchetto arretrato formato da Miceli, Caporale ed Idda, con una costruzione della manovra che partiva dal metodista Franco, poi uscito per infortunio e sostituito nel ruolo da Tchetchvoua, con Carella, nuovo entrato, e Prezioso a copertura dei fianchi, e Pierno ed Ingrosso stantuffi esterni sempre pronti a pressare e ad inserirsi; in zona goal la fisicità di Ventola , tra l'altro autore della rete,in acrobatica rovesciata, che ha deciso il match, e la fantasiosa tecnica di Maiorico, completano il quadro tecnico-tattico dell'incontro. Abbiamo detto dell'arrembante inizio dei leoni, che, per mancanza di precisione nella zona conclusiva e nell'ultimo passaggio non ha portato al goal, che, al contrario veniva realizzato al 25° da ventola,con la spettacolare conclusione che abbiamo già descritto, a seguito di una mischia in area con contrasto aereo tra Chetchvoua e Cargnelutti, circostanza nella quale i potentini hanno reclamato un fallo che non c'era. I rossoblù accusavano il colpo e perdevano in lucidità nella manovra, affidandosi spesso a lunghi lanci dalle retrovie senza costrutto alcuno.

Nella ripresa Gallo provava di tutto per risollevare le sorti dei leoni, ed immetteva a step , Guaita, Banegas e Volpe schierando Ricci da metodista ed optando per un 4-3-3 con Banegas trequartista, il quale al 20°, dopo una bella e rara azione manovrata conclusa con un bel cross di Nigro, concludeva a 2 passi dalla porta, ignobilmente fuori.Stesso film, 6 minuti dopo, con regia salentina, quando una bomba di Maiorino respinta alla meglio da Marcone, finiva sui piedi di Pierno il quale, incredibilmente la metteva fuori bersaglio.Ma i Franchi,( la città fu zona Franca, da li il nome) che avevano inserito Perez al posto di Ventola insistevano al 36° con l'uruguaiano, il quale di testa, anticipava Gigli e metteva in moto Maiorino, che in solitudine, a porta spalancata, calciava incredibilmente sul fondo.Un minuto dopo reagiva Volpe dal vertice dell'area, ma Nobile riusciva ad intercettare coprendo sul 1° palo. Terminava con quest'ultima opportunità il match dl Potenza, condito dalla contestazione finale dei tifosi, alla quale, in qualche modo, bisognerà porre rimedio.

 

 

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