Coccia incolla i... cocci!

Pubblicato: Lunedì, 20 Settembre 2021

di Pasquale Scarano

E così fu che Coccia, per il rotto della cuffia, incollò i cocci di un match anonimo per il Potenza, condotto senza raziocinio e monotematico nell'espressione del gioco: “palla lunga e pedalare”, sempre intercettata da una difesa arcigna e tempestiva.

Gli uomini di mister Gallo, contro l'ultima in classifica, non sono riusciti a trovare alternative al lancio da dietro, incapaci di sviluppare azioni manovrate, che avrebbero messo in difficoltà i lungagnoni dei “ tori della Tuscia”.Il tecnico potentino aveva presentato una squadra con un modulo a specchio rispetto all'avversario, un 3-5-2 con risultanze inadeguate in zona offensiva, dove le punte erano malservite, per poi rivoltare la squadra al 4° d'ora della ripresa, con uno Zemaniano 3-4-3 ultra-offensivo, che permetteva di sfiorare il goal in almeno 3 occasioni.

Ma, con il passar dei minuti, invece del goal, i leoni sfioravano il psico-dramma, quando al 43° della ripresa beccavano la rete dello svantaggio ad opera di Mbende, un terzinaccio colored, che Coccia , decisamente più piccolo non riusciva a fermare. L'opportunità sfruttata dagli etruschi, nasceva da un calcio di punizione battuto da capitan Buono dal vertice opposto relativo all'autore della segnatura, il quale, indisturbato, riusciva a schiacciare di testa in rete. I rossoblù, scossi da una tarantola, assediavano i bianco-rossi ed al 90°, una conclusione dalla media distanza di Costa Ferreira, entrato alla ½ al posto di Zenuni, spizzata casualmente da un difensore tuscio, perveniva nella zona di Coccia, il quale facendosi perdonare la distrazione difensiva, metteva dentro in tuffo con una capocciata, pareggiando le sorti del match.

La realtà dimostra che i leoni sono ben posizionati e distribuiti nelle varie zone del campo da mister Gallo, il quale gestisce quello che passa il convento. In sostanza mancano degli elementi per completare efficacemente il puzzle dei leoni; le belve potentine possono mostrare una difesa organizzata e combattiva, che rappresenta un punto di partenza per il contenimento e l'impostazione da dietro, ma è a centrocampo il vero problema, dove è indispensabile la presenza di un vero metodista, oggi assente in organico, che sappia dirigere i tempi e dettare il gioco al fine d' innescare efficacemente il reparto offensivo. Anche in attacco rileviamo la carenza di un goleador dai numeri realizzativi importanti, che potrebbe consentire anche una maggiore capacità realizzativa dei compagni di reparto. Guardando, infatti, lo schieramento dei potentini, troviamo Marcone tra i pali difeso dal terzetto Matino, Cragnelutti e Gigli, sugli esterni Coccia e Sepe, con un centrocampo formato da Zampa, Ricci e Zenuni , incapace di servire proficuamente il reparto offensivo, e quest'ultimo, composto da Salvemini, lottatore indomabile ma scarsamente incisivo e dall'argentino Banegas, un corpo estraneo al gioco di squadra, impossibilitata ad assecondarlo.

Quando, nel 2° game sono entrati Costa Ferreira, Guaita e Volpe al gioco è cambiato d'improvviso con Coccia e Guaita che non riuscivano, per un'inezia a metterla dentro; tutto questo, nonostante il goal subito piuttosto casualmente per quanto espresso dagli etruschi nella ripresa, ma non casuale per le opportunità sprecate dagli stessi nel 1° game, quando l'attaccante Costantino, una prima volta veniva neutralizzato da uno splendido Marcone, ed una seconda volta, su corner, da 2 passi, sprecava ignobilmente di testa.A tal proposito Costantino giostrava in avanti con il compagno di reperto Polidori, entrambi sostenuti da un centrocampo dove spiccava la presenza di capitan Buono, vero play della squadra, appoggiato ai fianchi da Piroli e Dipaoloantonio e sugli esterni da Adamo e Cancellieri, grandi cursori capaci nelle 2 fasi, offensiva e difensiva, a creare opportunità di gioco e nello stesso tempo a schierare la difesa a 5, unendosi a Rocchi, Polito e Tartaglia, sostituito per infortunio, da Mbembe, autore del goal, a protezione dell'ultimo difensore Borghetto. In conlusione, a nostro avviso si può affermare che la squadra bianco-rossa non è poi quella cenerentola che la classifica dipinge, e che creerà sicuramente problemi alle avversarie. Per i leoni, non è il caso di far drammi ( vedi contestazione finale), ma senza sottovalutare quello che serve per migliorare l'organico.

 

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