Il cammino verso la salvezza

Pubblicato: Lunedì, 25 Ottobre 2021

di Federica Pergola

William Somerset Maugham

Che interessante, la figura di William Somerset Maugham, scrittore e commediografo inglese (Parigi 1874- Saint-Jean-Cap-Ferrat 1965), ma anche medico, e, per un certo periodo, agente segreto.

E se dalla sua esperienza medica imparò ad amare gli esseri umani: "Vedevo come le persone muoiono. Vedevo come sopportavano il dolore. Vedevo come sono la speranza, la paura e il sollievo..." dalla missione speciale in Russia, affidatagli dal capo del Secret Intelligence Service britannico nel 1917, trasse una serie di racconti brevi il cui protagonista è un agente raffinato e solitario: nacque quindi Ashenden, un libro che ispirò a Ian Fleming la serie di James Bond.

"Nelle mie opere realtà e finzione sono così intrecciati che, guardando indietro, riesco a malapena a distinguere l'una dall'altra". Dichiarava Maugham. E non stupisce quindi che il narratore di questo bellissimo romanzo, Il filo del rasoio, sia proprio lui, Maugham: uno scrittore che, muovendosi nella ricca società alto-borghese americana, a Chicago, conosce Elliott Templeton, “un uomo alto, elegante…sempre impeccabilmente vestito”, uomo di gusto e di cultura, mediatore di compra vendite di oggetti d’arte. Ricco, “e quindi al sicuro dalle preoccupazioni materiali, Elliott si era abbandonato alla passione dominante della sua vita, cioè le relazioni mondane…Era uno snob enorme, spudorato. Subiva ogni affronto…inghiottiva qualunque scortesia per essere invitato a un certo ricevimento che gli stava a cuore o per conoscere una qualche vecchia mummia con un gran nome. Era infaticabile”.

Tramite Elliott il narratore conosce sua nipote Isabel, personaggio femminile moderno come non mai (e però quanto mai cinicamente, crudelmente descritto!) e Larry, suo fidanzato, un giovane aviatore appena tornato dalla guerra, dove un’esperienza traumatica lo ha cambiato profondamente.

Mentre infatti Isabel e la sua famiglia lo spingono ad intraprendere una carriera professionale per garantirle e garantirsi una esistenza agiata, come si conviene alla ricca borghesia di cui fanno parte, Larry respinge qualunque proposta e ripete di non voler fare “niente”.

Pare che le abbiano offerto un magnifico posto, Larry
Un posto meraviglioso
L’accetterà?”
Non credo
Perché no?”
Perché non ne ho voglia”.

Larry, infatti, ha altro per la testa. Inquieto, in preda ad un desiderio indefinito di perfezione spirituale, Larry studia i filosofi, le Scritture e gli antichi saggi, alla ricerca di Dio e del mistero della vita.

E’ abbastanza naturale, quindi, che questo lo allontani da Isabel, da Elliott e da tutta quella ricca società mondana, borghese e snob che finora ha frequentato. Forte, dolce, assolutamente disinteressato, Larry prende via via più spazio nel romanzo, facendo risaltare per contrasto le meschinità, le piccinerie e la superficialità di un ambiente dove solo l’apparire e la ricchezza dei beni materiali conta…

Ma tanti rivolgimenti ha in serbo la vita, tanti anni passeranno in compagnia di questi indimenticabili personaggi, ognuno alla ricerca del proprio posto nel mondo... Tante esistenze diverse proverà Larry, di volta in volta studioso, contadino, minatore, operaio, mistico, asceta…

Così conviene finire citando l’epigrafe del romanzo: “E’ difficile camminare sul filo di un rasoio; così, dice il saggio, è aspro il cammino verso la salvezza” (Katha Hupanishad).

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William Somerset Maugham, Il filo del rasoio, traduzione di Franco Salvatorelli, collana Gli Adelphi, Adelphi, 2009, pp. 408.

(Le citazioni sono però tratte dalla traduzione di Maria Martone, collana Medusa 167 - I grandi narratori d'ogni paese, Mondadori, 1951, pp. 339).

 

 

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