Pater familias

Pubblicato: Martedì, 01 Dicembre 2020

di Federica Pergola

Somiglia più ad una pièce teatrale che ad un romanzo Il capofamiglia di Ivy Compton-Burnett.

Composto pressoché unicamente da dialoghi, il lavoro – dall’autrice stessa considerato il suo preferito- è un gioiello di acume, lucidità e perfidia.

Padre tirannico, egoista, sordo e cieco ai desideri e sentimenti di quanti lo circondano, Duncan Edgeworth è il capofamiglia del titolo. Chi gli gravita intorno – la moglie Ellen, le due figlie Nance e Sybil, il nipote (ed erede, in quanto maschio) Grant – non hanno la forza né l’audacia necessarie per contrastarlo e subiscono ogni suo capriccio ed inutile, crudele indifferenza, senza muovere un dito. Ma – attenzione! – non senza muovere lingua.

E’ infatti il dialogo serrato, glaciale, sarcastico - e a tratti assolutamente esilarante - a spogliare, lentamente ma inesorabilmente, la conversazione sempre uguale nella quotidianità della sala da pranzo degli Edgeworth, della sua facciata convenzionale ed educata.

In una famiglia! -disse Duncan con aria distaccata.- Ormai non ci si può più definire una famiglia. E’ venuto meno ciò che ci univa”. Esalò un respiro affranto.

Non si può dire che vi stiate prodigando perché la mia giornata cominci nel migliore dei modi

Ti prodighi così tanto tu. -disse Nance- Noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo, padre” (…) “La mamma non è qui a consolarlo della sua stessa morte -disse Nance a Grant – Dovrebbe essere l’ultima cosa che le rinfaccerà. Non riesco a immaginarne altre

Emergono quindi- complice anche un lutto improvviso e inaspettato (ma forse no)- tensioni, litigi, giochi di potere, e duelli verbali che imprevedibilmente non rimarranno solo tali…

E a questo dramma familiare fanno da corollario e contraltare tutta una serie di personaggi, che partecipano- come un coro, dolente o allegro a seconda delle circostanze – agli eventi di casa Edgeworth.

“-Non riesco proprio a trattenermi -disse Dulcia- certo che qualcosa non va! E proprio a questo battesimo, che è la realizzazione del sogno di gioventù del signor Edgeworth! Era davvero evidente, tangibile, incontestabile la mancanza di qualcosa!”

- Aveva ragione, non è riuscita a trattenersi- commentò Gretchen.

- Bè, le apparenze ingannano - disse la signorina Burtenshaw. - C’è di che sperarlo!

- Forse siamo troppo severi con le apparenze - disse Oscar - Spesso tendono a essere la semplice espressione della verità

C’è il parroco del paese e sua madre (che carattere!); due nubili cugine in lotta fra loro nella competizione per la reputazione della più caritatevole, altruista e benemerita tra tutte (ma anche, sotterraneamente, per qualcos’altro…); il dottore e sua moglie; la famiglia Code…

Il risultato è un lavoro che ha la chiarezza del cristallo- e la crudeltà, “nuda e inesorabile”, di una lama.

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Il capofamiglia, di Ivy Compton-Burnett, traduzione di Manuela Francescon, Fazi Editore, pp347, €19,00

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