L’arte inquieta: da Paul Klee a Anselm Kiefer

Pubblicato: Venerdì, 16 Dicembre 2022

Capolavori in mostra al Palazzo Magnani di Reggio Emilia

Anna Longoni

Simone Pellegrini: Usuato Droma, 2020 Tecnica mista (carboncino, pigmenti, olio) su carta da spolvero 93 x 180 cm

Negli splendidi spazio di Palazzo Magnani a Reggio Emilia si analizza, attraverso 140 capolavori, il rapporto di inquietudine dominante, negli autori prescelti, tra uno stato o motivo di insistente e ansioso turbamento, ovvero da un animo pervaso e turbato da una insistente agitazione, insoddisfazione o insofferenza e un irrefrenabile empito creativo; come nel caso di grandi interpreti dell’arte del ‘900 e di oggi, da Paul Klee, Max Ernst, Alberto Giacometti, Jean Dubuffet a Hans Hartung e Anselm Kiefer, da Antonio Ligabue, Pietro Ghizzardi, Cesare Zavattini a Maria Lai, Alighiero Boetti, Emilio Isgrò, Carla Accardi.

 

A sinistra: Max Sulzbachner: Der Bummler, 1925 Olio su tela 90 x 80 cm Museo d'arte della Svizzera italiana, Lugano. Collezione Cantone Ticino
Al centro: Paul Klee: Seiltänzer, 1923, litografia a colori 432 x 268 mm 300 esemplari Kornfeld n. 95. Collezione privata
A destra: Joškin Šilian: HE – SHE, senza data (2015) Acrilico su carta di giornale 50 x 35 cm. Casa dell'Art Brut

 

Fino al 12 marzo 2023, una sequenza mai vista di capolavori di grandi interpreti, anche dell’art brut internazionale e italiana. Accanto ad essi, per la prima volta, le creazioni inedite che provengono dagli Archivi del San Lazzaro, quello che fu il “Manicomio” di Reggio Emilia. Al centro di questa mostra, le opere rivelano l’urgenza creativa e la vitalità dei linguaggi dell’arte, necessari all’esplorazione degli infiniti volti ed espressioni dell’identità umana.
Un’esposizione – questa curata da Giorgio Bedoni, Johann Feilacher e Claudio Spadoni – dove ad emergere è l’impulso creativo degli artisti, di cui sono frutto opere uniche che sorprendono, stupiscono e coinvolgono il visitatore.

 

Joškin Šilian: Senza titolo S.d. Acrilico su tela 40 x 59,7 cm. Collezione privata Casa dell'Art Brut

 

In ciascuna delle stanze tematiche di questa grande mostra, autori e opere si confrontano per affinità di generi e di linguaggi in un percorso espositivo che indaga la bruciante vitalità dell’artista, la sua inquieta ricerca sull’identità, sospesa tra sguardi sulla storia e l’esplorazione di paesaggi interiori.

“L’arte deve comunicare, lanciare dei messaggi, servendosi di espressioni forti, barbare, violente, vandaliche. L’arte non è un’immagine piatta, levigata e lucida, che gli acidi emozionali non possano attaccare. Al contrario l’arte graffia e disturba, è stridore, imperfezione e invenzione. Per questo bisogna opporsi al razionalismo che vuole invadere dei territori che non gli appartengono, i territori dell’immaginario”.

 

A sinistra: Keith Haring Untitled, 11/06/1984, Acrilico su tela 100 x 100 cm. Collezione privata
A destra: Max Sulzbachner: Der Bummler, 1925 Olio su tela 90 x 80 cm Museo d'arte della Svizzera italiana, Lugano. Collezione Cantone Ticino

 

L’affermazione di Asger Jorn, riverbera quella di Paul Klee che così si esprime: “Più di uno non riconoscerà la verità del mio specchio. Deve comunque rendersi conto che io non sono qui per riflettere la superficie (questo può farlo la lastra fotografica) ma che devo penetrare all’interno. Io rifletto fino all’interno del cuore. Io scrivo parole sulla fronte e attorno agli angoli della bocca. I miei volti umani sono più reali di quelli veri”.
L’arte è un sismografo sensibile ai confini incerti, ci interroga sulla natura dell’uomo, su sogni e desideri collettivi, è un viaggio che evidenzia quanto la vicenda umana possa essere stupefacente e imprevedibile, al di là di qualsiasi forma e confine tracciato. Come questa mostra autorevolmente conferma.

 

Graham Sutherland: Poised Form in a Landscape, 1969 Olio su tela 117 x 170 cm. Collezione Barilla di Arte Moderna, Parma

 

L’esposizione è il momento culminante di Identità Inquieta, il cartellone di eventi, mostre e performance promosso da diverse istituzioni culturali del territorio per raccogliere domande e mostrare visioni sulle infinite sfumature dell’identità.
La Fondazione Palazzo Magnani nasce nel 2010. Una fondazione culturale, nata su iniziativa della Provincia di Reggio Emilia e partecipata anche da soci privati. La Fondazione non ha fini di lucro e si prefigge lo scopo istituzionale della tutela e della valorizzazione dell’immobile denominato “Palazzo Magnani” nonché della promozione e diffusione delle arti visive e della promozione di iniziative, eventi culturali e di valorizzazione del territorio. Con l’ìngresso del Comune di Reggio Emilia tra i soci fondatori alle mostre d'arte si aggiunge la gestione del festival "Fotografia Europea" e del cartellone di eventi culturali "Restate".

 

Anselm Kiefer: Ich halte alle Indien in meiner Hand (Ho in mano tutta l'India), 1995 Tecnica mista su tela 240 x 318 x 4,5 cm. Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto © MART-Archivio Fotografico e Mediateca

 

La Fondazione Palazzo Magnani promuove le arti visive attraverso attività espositive e culturali. Privilegia il dialogo interdisciplinare, il confronto interculturale e le contaminazioni con i diversi saperi, intendendo la mostra come progetto culturale, un’occasione pensata non solo per dare la possibilità ai visitatori di osservare opere di valore, ma anche e soprattutto come opportunità di confronto, riflessione, ampliamento, critica o discussione delle proprie conoscenze o convinzioni. Oggetto di ricerca costante è la didattica nella consapevolezza che praticare arte sia la via maestra attraverso cui si possono conciliare evoluzione individuale e coesione sociale. Reggio Emilia è da tempo posizionata a livello nazionale come una delle città più attente alla persona, alle sue necessità durante le diverse fasi della vita, alle fragilità che la segnano, permanentemente o temporaneamente. Siamo convinti che l’arte debba avere un ruolo fondamentale nel percorso di affiancamento, recupero o trasformazione della salute, del disagio e della fragilità.

 

A sinistra: Arnulf Rainer: Splitter, 1971, Pastello e olio su fotografia 60,5 x 50,5 cm Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto © MART-Archivio Fotografico e Mediateca
A destra: Antonio Ligabue: Autoritratto con torre, 1948 Olio su faesite 52 x 36 cm. Collezione privata

 

 

 

Direttore Responsabile: Antonio Savino

Editore: Editgest s.r.l.

Direttore Editoriale: Luigi Triani

Telefono: 0971 1949636

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

PubblicitàQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 
Terra di Basilicata - Dir. Resp. Antonio Savino - Aut. Trib. Potenza 357/08 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Policy & Privacy