Oltre... 30 anni d’arte in Romagna

Pubblicato: Sabato, 16 Ottobre 2021

Tre progetti per tre mostre a Cesena curati da Augusto Pompili e Marisa Zattini

A sinistra: Adriano Bimbi, Modella con le mani nei capelli - A destra: Luigi Mainolfi, Città

L’arte sconvolge, annienta le regole della società e fissa il suo sguardo oltre il visibile. È fatta per abbatter barriere, screditare pregiudizi ed è utile alla comprensione del mondo, permettendoci di superare l’apparenza. In un’era in cui ci si ferma solo alla superficialità di ciò che ci circonda, l’arte perde il suo valore originario.

Diventa quindi necessario ricordare l’importanza di ciò che è stato fatto per proseguire su una strada culturale e artistica fruttuosa per il futuro, coinvolgendo anche le nuove generazioni. Sono passati più di 30 anni dal 1989 ad oggi, cioè da quando i coniugi Marisa Zattini e Augusto Pompili, entrambi architetti, fondarono, a Cesena, “Il Vicolo”, una società di servizi culturali & progetti espositivi nata per essere fattivamente costruttiva - con Enti pubblici, Musei, Fondazioni - nella realizzazione di eventi artistici a tutto tondo.

 

A sinistra: Floriano Bodini, Crocifissione - A destra: Floriano Bodini, Pontefice IV

 

“Del percorso ultratrentennale svolto” ci dice Marisa Zattini, “sono stati selezionati 3 fra i progetti più significativi, per ricordare e non dimenticare …  Perché per rifondare il futuro bisogna sempre volgere lo sguardo all’indietro”. Il titolo “Oltre... 30 anni d’arte in Romagna” racchiude, dunque, e ricorda tre progetti passati: “MongArte® - racconti plurimi del riciclaggio”; “Rocche & scultori contemporanei”; Lavori in corso: Otto anni d’arte per Cesena. Le tre mostre di oggi sono allestite in tre differenti sedi, a Cesena: nella Chiesa di San Zenone, nella Chiesa di Santa Cristina e, di prossima apertura, nella Galleria Comunale d’Arte (Palazzo del Ridotto).

 “MongArte® - racconti plurimi del riciclaggio” (n. 5 edizioni [a partire dal 2006] realizzate per il Comune di Sogliano al Rubicone, grazie al contributo della Sogliano Ambiente). Protagonista assoluto fu il materiale di scarto recuperato (da qui il nome, dallo slang americano mongo), tema centrale di riflessione, come ebbe a scrivere allora la curatrice: “Declinazioni mnestiche: questo è MongArte®. Niente di smagliante, fiammante, nuovo... solo rottami e scarti che assemblati con sentimento offrono nuovi bagliori. L’inadeguatezza che si affranca oltre le soglie del visibile. Dare voce all’energia inarticolata di un pezzo che ha perduto il suo “vecchio smalto”, di una “parte” che ha smarrito la sua coscienza. La multietnicità, il plurilinguismo innato degli oggetti e delle cose ritrovano così dignità di essere, rinnovamento fisico di pelle, nuova efficacia e autenticità. L’anima della materia è dunque ritrovata e la poesia delle cose ci regala nuove emozioni”. L’esposizione odierna, allestita nella splendida chiesa settecentesca di San Zenone,  è composta da opere prescelte di: Gabriella Benedini, Medhat Shafik, Mattia Vernocchi, Anna Santinello, Paolo Poni.

 

Opere di Luciano Minguzzi - A sinistra: Uomini del lager - Al centro: Disegno - A destra: Donna che salta la corda

 

La mostra, inaugurata il 2 ottobre,  resterà aperta al pubblico fino al 14 novembre 2021.  “Rocche & scultori contemporanei” (n. 3 edizioni realizzate dal 2001 al 2005 grazie al contributo e al sostegno di n. 5 comuni, n. 3 province, n. 2 assessorati regionali, n. 2 fondazioni CRC e Associazione degli industriali. Qui la storia e L’idea di invitare alcuni artisti a “recensire” luoghi densi d’un tempo vissuto è stato alla base di un’operazione che era sì estetica ma, anche, di valorizzazione del territorio in senso turistico. Una campionatura esemplare di opere di protagonisti della scultura contemporanea inserita nei contenitori architettonici delle Rocche. Uno “specchio” di un tempo dinamico che univa l’evento culturale-artistico al contesto territoriale-turistico in un percorso spettacolare di forte impatto e di grande fascino. Un progetto che stimolava interrelazioni proficue fra le varie città legate da affinità di tradizioni.
Per l’evento di oggi- allestito dall’architetto Augusto Pompili nella Chiesa di Santa Cristina - abbiamo selezionato opere degli scultori: Luigi Mainolfi, Giuseppe Maraniello, Ugo Nespolo, Richard Hess, Floriano Bodini, Luciano Minguzzi, collocate negli spazi della chiesa ottocentesca di Santa Cristina, piano terra e cripta.

 

A sinistra: Tichard Hess, Ragazza con mani incrociate - A destra: Ugo Nespolo, Sisifo

 

La mostra, inaugurata il 2 ottobre,  resterà aperta al pubblico fino al 7 novembre 2021. Nel frattempo ci sono da registrare i lavori in corso: “Otto anni d’arte per Cesena”: sulla base di due concorsi nazionali indetti dal Comune di Cesena - vinti dalla società di servizi culturali & progetti espositivi Il Vicolo - l’architetto Marisa Zattini diresse e realizzò congiuntamente all’architetto Augusto Pompili, n. 48 mostre monografiche nella galleria comunale d’arte di Cesena, dedicate ai protagonisti dell’arte del XX secolo, con un’attenzione anche per gli artisti più giovani del territorio. Un percorso avviato nel 1993 con la mostra di Mimmo Rotella e conclusosi nel 2000 con l’evento dedicato a Enrico Baj. Vale la pena di ricordare quella irripetibile e infaticabile stagione, davvero un “tempo glorioso” con opere selezionate di alcuni artisti presentati allora, quali: Mattia Moreni, Fabrizio Clerici, Joachim Schmettau, Susanne Wheland, Lily Salvo, allestite nella Galleria Comunale d’Arte (Palazzo del Ridotto).
Quest’ultima mostra si inaugurerà il 6 novembre prossimo e resterà aperta al pubblico fino al 5 dicembre 2021.

 

MDL

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