Teatri di Pietra: ad Aliano va in scena Infiniti Mondi

Pubblicato: Lunedì, 09 Agosto 2021

Il 10 agosto con inizio alle 21 in Piazza Aldo Moro ad Aliano andrà in scena la rappresentazione teatrale dal titolo: “Infiniti Mondi”, promossa nell’ambito del fitto cartellone di eventi del festival Teatri di Pietra 2021, organizzata dall’Associazione Pa.Ga. Scenamediterraneo Potenza, dai Comuni di Aliano, Grottole, Grumento Nova e Venosa, dalla Regione Basilicata, dalla BCC Laurenzana-Nova Siri e dalla Comunità Montana Alta Val d’Agri. Infiniti Mondi è un’idea di Tato Russo e Gianfranco Bruno.

Sul palco si esibiranno Mario Brancaccio, Carlotta Bruni, Rosa Merlino, Marie Clare Guarineri e Paola Saribas. Sinossi leggera, limpida e dai contenuti forti quella proposta da Tato Russo e Gianfranco Bruno. Gli costò il rogo ma il suo ostinato indagare seminò l’idea di una molteplicità di genti, pensieri, mondi coesistenti nella contemporaneità del tempo. Solo dopo, Giordano Bruno simbolo della massima libertà di espressione per la quale fu disposto a morire. Forse solo allora il pensiero iniziò una nuova vita, che poi sarà chiave di volta della coscienza morale.

Eppure ora che abbiamo prove non solo di innumerevoli soli, ma di probabili mondi, che viviamo in un’era capace di connettere ogni singolo individuo in qualsiasi regione si trovi, quella auspicata coscienza di essere parte significativa di un unico grande tempo-azione sembra sfumare. Sono i mondi e le galassie, l’uomo non può essere il privilegiato del creato. Tantomeno lo è l’unico popolo, appartenente alle molteplici e poliedriche razze umane. Si ha la sensazione che il lascito di Giordano sia sfigurato, in una speculazione tuttologa dai tratti indistinti. Il frate Nolano, capace di attraversare tutta l’Europa culturale del suo tempo, di affrontare papi e re, oggi rischia di essere ridotto ad icona, tra il gotico e l’esoterico.

La forza e la novità della sua ricerca, in bilico tra l’intuizione e la teoria, stava nell’affermazione di un paradigma culturale in cui la prova era importante ma comunque successiva alla visione. Cosa fa Giordano Bruno in materia di teatro? Oltre il candelaio e l’incontro con letterati e scrittori tra cui Shakespeare e quella filosofia virile e impaziente tutta piena di furor eroico per la ricerca del vero, e di fastidio per i perditori di tempo che fa di Giordano Bruno, argomento e ingrediente del teatro. L’urgenza di fronte all’evidenza, l’irrefrenabile sete di indagine, la forza di scolpirsi addosso quesiti e sentimenti anche contrastanti, a costo di perdere ogni salvifica soluzione. Da qui una filosofia e una azione che scompaginano ogni tradizione e consuetudine mettendo al centro l’individualità e la natura di ogni singolo elemento. Riportando ogni piccola cosa la minuzzaria alla concretezza della materia, “generatrice di e madre di cose naturali, anzi la natura tutta in sustanza”. Giordano è materia, quella stessa materia che per il Nolano è il principio, la verità dell’esser tutto, nel pluralismo delle sue infinite possibilità di esistenza. Essere materia-natura, sostanza e struttura del tutto, composizione e scomposizione continua di atomi e aggregati.

 

 

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