Le fluorescenti opere di Salvatore Sava

Pubblicato: Venerdì, 23 Luglio 2021

Gli ultimi lavori dell’artista salentino esposti a Monteroni e Lecce

di Alessia Brescia

Salvatore Sava, Estate 2021 in Accademia

Le fluorescenti installazioni ambientate di Salvatore Sava presentate nell’ambito della rassegna IN LAND ART “Transizioni eco artistiche”, hanno tinto di giallo gli ambienti dell’Agriturismo “Malcandrino” a Monteroni di Lecce.

L’iniziativa espositiva organizzata da Marcello Seclì, presidente della sezione Sud Salento di Italia Nostra e seguita dallo storico e critico d’arte Massimo Guastella, è stata allestita in occasione della particolare doppia edizione di Identità Salentina e ha visto il coinvolgimento di sette artisti del luogo e di sette tra Agriturismi e Masserie del Salento.

Nato a Surbo nel 1966, lo scultore e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce, ha esposto Xilomorfosi e Dintorni, un’installazione che ha interessato diversi spazi della struttura, travolgendoli della distintiva tinta giallo fluorescente. Vernice caratteristica della sua produzione, suggerisce uno stato alterato o potremmo anche dire snaturato della realtà, una traccia di evidenziatore con il quale Sava ha sottolineato le nocive conseguenze della società contemporanea.

 

Salvatore Sava, Malcandrino

Di origini contadine, l’artista ha impegnato la sua produzione in ricerche che volgono l’attenzione al paesaggio e ai suoi continui mutamenti, il legame con la terra salentina, appare imprescindibile nei suoi lavori.

Il titolo dell’opera è, non a caso, un rimando alla Xylella fastidiosa, il patogeno che ha causato il disseccamento degli ulivi secolari pugliesi, simbolo della regione e orgoglio della cultura mediterranea. Una mostruosa struttura, dalle lunghe e sottili zampe, assetata di linfa, si palesa dinanzi all’osservatore, il quale, è costretto ad un “faccia a faccia” con il fluorescente batterio killer che ha distrutto le campagne salentine.

 

Salvatore Sava, Estate 2021 in Accademia


La riflessione di Sava ha interessato anche il terrazzo di un piccolo edificio di servizio dello storico Agriturismo, sul quale ha installato delle geometriche spighe di grano rese attraverso parallelepipedi in polistirolo, fissati su supporti di ferro. Spighe rigide e fredde come antenne telefoniche, che tuttavia conservano la forza della natura che, determinata alla sopravvivenza, è in grado di rigenerarsi e germogliare. Nei Dintorni, un comodo tavolino per due, rappresenta il luogo in cui gli uomini, abbagliati dall’accecante corsa alla globalizzazione, offuscati dal progresso, prendono decisioni folli -proprio come l’accesa tonalità scelta dall’artista- sul destino dell’ambiente. Dal grande albero, che silente ha colto la conversazione degli uomini, pendono lunghe figure geometriche di “giallo impazzito”, come ha indicato Salvatore Sava, sono le lacrime di una natura ormai rassegnata.

 

Salvatore Sava, Malcandrino 

Ovunque lo sguardo dell’osservatore incrocia la gialla installazione, sassi fluorescenti indicano l’inquinamento del suolo, arido e contaminato dai veleni tossici prodotti dall’uomo. Un terreno- discarica che produce entità anomale, mutate, come i grandi “insetti alieni” – li definisce l’autore- che occupano il pavimento e le pareti del Malcandrino e, per lui “hanno distrutto i nostri giardini e saranno protagonisti tetragoni del territorio”. Tra questi parassiti del male, l’artista ha inserito alcuni scarabei, il simbolo della morte e della rinascita, l’ennesima possibilità che il pianeta offre all’uomo per riconciliarsi con le proprie radici.

 

A sinistra: Opera di Salvatore Sava - A destra: Salvatore Sava

 

Di indubbia qualità estetica e in totale armonia con gli ambienti della storica struttura - di cui richiama, in un’interessante fatalità del caso il colore dell’insegna- il progetto espositivo si presenta come un riuscito tentativo di equilibrio e convivenza tra l’intervento umano e la natura. I sassi e gli scarabei sono suggestivamente proposti da Salvatore Sava anche nel cortile dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, dove ha allestito in occasione del sessantennale dell’Accademia. Protagonisti di Estate 2021 in Accademia, gli scarabei hanno “infestato” l’intero ambiente. Considerati dalla cultura egizia, il simbolo per antonomasia di resurrezione e nuova vita, questi animali “sono da leggere come la rinascita della istituzione e della cultura” spiega lo scultore. Insetti che sembrano fuggire dall’ombra, desiderosi nel godere di una ritrovata esistenza.

 

A sinistra: Salvatore Sava, Malcandrino - A destra: Salvatore Sava, Estate 2021 in Accademia

 

Il colore che domina l’intera installazione è ancora il giallo ma, in questo caso, la tinta scelta da Sava non allude ad una tonalità tossica e artificiale. È il colore della luce, dell’estate, del sole che riscalda la pelle e la “chioma” dell’albero sonoro realizzato in pietra. Sava contrappone il peso del materiale alla leggerezza che assume nella composizione, come sospeso nel cielo, l’impressione che si coglie è di poter udire il fruscio delle sottili foglie mosse dal caldo vento estivo. L’installazione si presenta come una nuova alba per l’Accademia, ma indubbiamente anche per l’intera umanità. Entrambi gli interventi artistici di Salvatore Sava, resteranno esposti nel cortile dell’Accademia leccese e negli spazi del Malcandrino per tutta l’estate.

 

 

Direttore Responsabile: Antonio Savino

Editore: Ass. Officinia Italia - Potenza

Direttore Editoriale: Luigi Triani

Telefono: 0971 1949636

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