Il Ponte di Bassano: invenzione, storia e mito

Pubblicato: Martedì, 08 Giugno 2021

Da oggi una interessante mostra al Museo Civico di Bassano del Grappa (Vi)

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A sinistra: Andrea Palladio, I Quattro libri dell'Architettura di Andrea Palladio, Venezia, 1570 - A destra: Andrea Fasoli, fotografia, 1853 

“Sul ponte di Bassano, noi ci darem la mano, noi ci darem la mano e un bacin d’amor …”. Ci non ricorda il testo di questa Canzone del repertorio degli alpini, ambientata sul ponte di Bassano, noto per essere stato raso al suolo nel corso della Seconda guerra mondiale dai tedeschi e poi ricostruito dall'Associazione Nazionale Alpini, sul disegno dell'architetto Andrea Palladio del 1569.

Da allora prese l'attributo di "ponte degli alpini". Nel testo,denso di struggente nostalgia, il soldato ricorda il bacio dato all'amata sul ponte, ma allo stesso tempo predice la fine del loro rapporto.

Sebastiano Lovison, Ponte Vecchio di Bassano, 1826


Il ponte sul Brenta, detto Ponte Vecchio, Ponte di Bassano o Ponte degli Alpini, situato nella città di Bassano del Grappa, è considerato uno dei ponti più caratteristici d'Italia, essendo un ponte coperto in legno. Ha subito numerosi interventi e ricostruzioni dalla sua nascita, documentata nel 1209 da Gerardo Maurisio[1].

Dal 1928, il ponte è anche dedicato alla memoria delle centinaia di migliaia di soldati (in particolare i reparti alpini) che durante la prima guerra mondiale attraverso il ponte salivano sull'altopiano dei Sette Comuni, teatro di sanguinosi combattimenti per oltre quarantuno mesi.

 

Roberto Roberti, Il Ponte di Bassano, 1807

 

Dal 29 maggio al 10 ottobre, i Musei Civici di Bassano del Grappa propongono “Palladio, Bassano e il Ponte. Invenzione, storia, mito”, mostra a cura di Guido Beltramini, Barbara Guidi, Fabrizio Magani e Vincenzo Tiné. L’esposizione è stata promossa dall’Amministrazione Comunale di Bassano del Grappa per celebrare la conclusione del lungo restauro del Ponte Vecchio conosciuto anche come il Ponte degli Alpini. “Attendiamo con gioia l’apertura di questa importante mostra – dichiara il Sindaco Elena Pavan –, una mostra che, oltre a farci ripercorrere l’affascinate storia di questo singolare monumento divenuto simbolo di Bassano, rappresenta il primo di una ricca serie di appuntamenti volti a festeggiare la sua restituzione alla città”.

 

Antonio Canaletto (att.), Capriccio con ponte immaginario sul Canal Grande, seconda metà del XVIII sec.

 

A differenza della maggior parte degli architetti cinquecenteschi, Palladio è un architetto di ponti: ponti di pietra, di legno e di carta. Questi ultimi sono senza dubbio quelli che avranno un impatto più marcato sulla cultura figurativa dei secoli successivi: pubblicati sulle pagine dei Quattro Libri, il trattato edito a Venezia nel 1570, diventeranno i protagonisti dei sogni degli artisti del Settecento. Algarotti chiederà a Canaletto di fargli vedere il ponte di Rialto come lo aveva pensato Palladio, ma anche Bellotto, Carlevarijs e Piranesi faranno dei ponti uno dei soggetti privilegiati delle loro vedute.

 

Antonio Canaletto, Capriccio con edifici palladiani, 1750 ca.

 

 La mostra racconta il mito del ponte, ma contemporaneamente parlerà di un ponte concreto e reale da 500 anni, il ponte di Bassano, disegnato da Palladio, distrutto e ricostruito più volte in un’epopea che dal Settecento del Ferracina giunge al presente del ‘Ponte degli Alpini’. Il racconto della mostra si snoda a partire da disegni originali di Palladio, libri cinquecenteschi, mappe antiche, dipinti del Settecento, fotografie di fine Ottocento, modelli di studio contemporanei.

 

Il Ponte di Bassano, oggi

 

 La mostra è frutto di una sinergia fra il Museo Civico di Bassano, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Verona, Rovigo e Vicenza e il Centro Studi Internazionali di Architettura Andrea Palladio-Palladio Museum di Vicenza. La mostra è accompagnata da un volume scientifico, in grado di fornire gli strumenti di lettura della storia del ponte di Bassano e dei suoi secoli di storia. Il volume è articolato in tre sezioni. La prima, di taglio storico, contestualizza la fase di costruzione cinquecentesca del ponte all’interno dell’economia, politica e società bassanese dell’epoca, senza trascurare anche la “preistoria” del ponte, con i diversi attraversamenti dal medioevo in avanti.

 

Bassano del Grappa, Museo Civico, chiostro

 

La seconda sezione, di tema palladiano, renderà conto delle novità nelle ricerche su Palladio e i ponti in pietra e in legno, con particolare attenzione al ponte nella città di Bassano e a quello a Cismon del Grappa. Una terza sezione riguarderà la “vita materiale” e le trasformazioni del ponte in un arco cronologico che va dalla sua costruzione sino al recente restauro, nonché alla forza del suo mito nelle arti figurative.

 

 

Direttore Responsabile: Antonio Savino

Editore: Ass. Officinia Italia - Potenza

Direttore Editoriale: Luigi Triani

Telefono: 0971 1949636

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