di Dora Attubato
È come la plastica, ma non è plastica. Costa meno e non inquina. Così, si potrebbe sintetizzare il progetto del giovanissimo Giampaolo Teti, titolare di un’azienda che produce un vaso in fibra di canapa destinato al settore florovivaistico. Molteplici le peculiarità oltre al basso costo: è impermeabile, resistente all’usura, ecologico.
“L’idea – dice Teti – è il risultato del tentativo di affrontare e risolvere i problemi tecnici che impediscono al settore della canapa industriale di svilupparsi in Italia e nel mondo”.
Il suo prodotto è già stato testato in un ambito circoscritto che comprende la Liguria e il Piemonte. Quali difficoltà incontra a imporsi sul mercato nazionale?
La principale difficoltà per la diffusione del prodotto a livello nazionale coincide, almeno in parte, con le analoghe difficoltà che si potrebbero incontrare a livello internazionale e che sono legate, in estrema sintesi, al preponderante ruolo che oggi svolge la plastica in qualsiasi ambito commerciale o produttivo. In altre parole, la plastica è universalmente conosciuta, è economica e versatile e – nonostante lo spaventoso prezzo che tutti paghiamo in termini di inquinamento – la sua diffusione non è ancora seriamente ostacolata, almeno nella stragrande maggioranza delle Nazioni.
Gli usi della canapa sono molteplici (dall’edilizia al tessile all’alimentare), ma l’Italia è indietro, con impianti di produzione obsoleti. Quali sono le cause e, soprattutto, quale sarebbe l’apporto innovativo del suo progetto?
Occorre, innanzitutto, ricordare che la coltivazione della canapa in Italia ha subito un forte declino a partire dagli inizi del secolo scorso, ciò a favore di altri Stati in cui continua a essere coltivata per soddisfare le esigenze dei mercati dell’edilizia, dell’alimentazione umana e animale, della farmacologia, previa lavorazione in impianti industriali di grandi dimensioni molto costosi. L’apporto innovativo del progetto proposto dalla nostra Impresa, invece, si basa su un prodotto che, per essere remunerativo, non richiede grandi investimenti industriali né vaste superfici coltivate. Inoltre, la materia prima prodotta è molto versatile e, quindi, destinabile alla realizzazione dei più svariati articoli commerciali.
Per ciò che concerne i costi, quanto è competitiva la canapa rispetto alla plastica?
La canapa è una coltivazione semestrale che, in pochi mesi, produce fino a 16 tonnellate di paglia per ettaro, quindi, circa quattro volte in più di un ettaro di alberi maturi, la cui crescita ha tempi pluriennali. Grazie al suo relativamente basso costo commerciale, la paglia, se adeguatamente utilizzata, può essere estremamente attraente sotto il profilo dei possibili usi industriali, ai quali vanno anche aggiunti i possibili impieghi dei diversi sottoprodotti della canapa stessa. A ciò va aggiunto che la biodegradabilità rappresenta un ulteriore fattore di riduzione dei costi e di aumento dei benefici in termini ambientali.


