Nella settimana dedicata alla Giornata nazionale del fiocchetto lilla, per la sensibilizzazione sul tema dei disturbi dell’alimentazione, l’associazioneA.C.C.A” aps, che si occupa principalmente della cura del comportamento alimentare, ha organizzato, presso il teatro Guglielmi, di Massa Carrara, lo spettacolo teatrale “Coralli tra i capelli”, che si terrà questa sera, 12 marzo.
Si tratterà della suggestiva rappresentazione finale del progetto “TEA” (teatro educazione alimentare), condotto da Margherita Caravello, laureata in teatro e arti performative: nell’ambito teatrale ricopre svariati ruoli, dal palcoscenico alla produzione.
Tra i tanti progetti di successo, nel 2021 ha pubblicato un libro incentrato sulla figura di Alda Merini.
Lo spettacolo sarà curato dalle persone che hanno fatto parte del percorso laboratoriale.
Tutti i proventi della vendita dei biglietti, saranno devoluti all’associazione “A.C.C.A” aps, che è attiva dall’anno 1996 per prevenire, sensibilizzare e contrastare i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

Come nasce l’idea del progetto teatrale “Coralli tra i capelli”?

Io e Anna Chiara Borrello, che è la nuova presidentessa dell’associazione A.C.C.A, abbiamo conosciuto questo contesto attraverso la sua fondatrice: Rosanna Viaggi. Essa ha sofferto di disturbi alimentari, in un periodo in cui non si sapeva cosa fossero: in virtù della sua sofferenza, si è impegnata, con forza, per evitarne altra, soprattutto alle persone più giovani. Con grande passione, ha sempre cercato di supportare moltissime persone che si sono ritrovate ‘vittime’ di questi disturbi.
Più volte, Rosanna Viaggi ci ha chiesto di supportarla in questi importanti progetti. Abbiamo partecipato a un bando del Ministero della salute e degli affari sociali, e lo abbiamo vinto, con un progetto di laboratorio di teatro, finalizzato alla sensibilizzazione dei disturbi del comportamento alimentare. Il tutto nasce dalla mia tesi di laurea magistrale in Scienze Cognitive della Comunicazione. Questa mia tesi è stata orientata sul disagio adolescenziale, sui disturbi del comportamento alimentare, e sull’emancipazione di chi ne soffre, conseguente proprio al teatro. La catarsi greca è stata dimostrata scientificamente nel 2020: avvicinando più persone, gomito a gomito, attente allo spettacolo teatrale, i loro parametri fisiologici si allineano (il respiro, il battito del cuore etc). Tutto questo, sviluppa un ‘riconoscimento’, che è il concetto psicologico che manca a chi sviluppa i disturbi citati. Il teatro, come ‘palestra’, diviene un luogo protetto, e perfetto, per sperimentare sé stessi in vari ruoli, con le proprie originali ambizioni. Le persone che hanno lavorato per “Coralli tra i capelli” hanno talenti incredibili, ma a causa di alcune vicissitudini, di varie incomprensioni, e di una sensibilità acuta, si sono ‘autopunite’. Era prioritario, dunque, creare un laboratorio, per poi mettere in campo questo spettacolo teatrale, per dare a questi ragazzi la possibilità di esprimersi nella totalità, nel loro modo peculiare.

Qual è il riscontro che ha tratto dalla collaborazione con l’associazione A.C.C.A, e come è stato instaurato questo proficuo confronto?

Il riscontro che ho tratto da questa collaborazione è stato ottimale, mi sono trovata benissimo. Anna Chiara Borrello si è occupata della parte burocratica, e mi ha dato la possibilità di gestire questo laboratorio nel miglior modo possibile. Ogni mercoledì, da Roma, mi sono recata a Massa Carrara, con grande entusiasmo, per questo straordinario laboratorio. Dopo qualche incontro, ho dato, con fiducia, le chiavi ai ragazzi, che hanno occupato la sede dell’associazione, e lo hanno fatto costantemente, tutti i giorni. Questo ha rappresentato, per loro una grande occasione, che hanno colto in maniera commovente. Mi sono confrontata con i loro psicologi, soprattutto nei loro momenti di crisi, di ricovero. È stata dura, ma abbiamo fatto gruppo. Loro avevano bisogno proprio di questo. La fiducia che mi ha dato l’associazione A.C.C.A è stata fondamentale.

In che modo questo potente mezzo esplicativo, che è il teatro, ‘cura’ la mente e l’anima di soffre di disturbi alimentari?

Il teatro dona la possibilità di confrontarsi con le proprie istanze più autentiche, in un contesto di gioco, non giudicante. La possibilità espressiva metaforica, traslata, come la poesia, il movimento del corpo, creano il giusto input per poter far uscire, attraverso le parole, tutto ciò che imploso dentro, per tanto tempo. Una ragazza eccezionale si è avvicinata alla poesia attraverso la figura di Antonia Pozzi, e, avvertendo una grande affinità, ha trovato il coraggio di far conoscere le sue poesie, che sono incredibilmente potenti.

Durante i laboratori teatrali, quali sono stati, tra i tanti, i feedback più significativi che ha ricevuto dai partecipanti?

Una ragazza, da ben undici anni, soffre, ma il suo disturbo non è mai stato identificato. La prima volta che è arrivata, non riusciva ad alzare la voce, e abbassava lo sguardo. Non riusciva a esprimersi.  Dopo aver fatto un gioco di movimento, di espressione corporeo, è uscita dal laboratorio con un bel sorriso, con gli occhi lucidi di felicità.

Perché il titolo “Coralli tra i capelli”?

I coralli sono delicati, preziosi, si trovano negli abissi, nel mare, non emergono, non si vedono. Quando emergono, sono di una bellezza tale da rendersi una pietra preziosa. Ha bisogno di condizioni particolari di calore, di acqua. Chi ‘sente’, dentro di sé, in maniera amplificata, ha una sensibilità straordinaria, rara, e ha bisogno di un buon supporto, per riemergere dai propri abissi.

Ha in programma progetti incentrati sulla stessa tematica, per il futuro?

Sì, certo. Attualmente, dopo la pandemia, i problemi alimentari sono un problema sempre più serio, ne soffrono tre milioni di persone. Io che mi occupo di teatro, con una prospettiva di promozione sociale, avendo una sensibilità particolare, e avendo sofferto di disturbi alimentari per quindici anni, sento l’urgenza di mettere in campo queste entusiasmanti iniziative.