Educatore e scrittore, Mark Tedesco vive in California, e ha vissuto in Italia per svariati anni.
Ama scrivere trame che correlano il presente ai desideri, alle relazioni, e agli eventi della storia.
Ha scritto di viaggi, narrativa storica, un libro di memorie, di auto aiuto, e di narrativa per bambini. Di recente, ha pubblicato un libro, edito da Alpes Libri, intitolato “Lei mi ha sedotto: una storia d’amore con Roma”, che gli fa rivivere le sensazioni profonde trasmessegli dalla sua città preferita.
Un racconto dove la storia si intreccia con le vicende personali dell’autore, proiettando al lettore varie e intense emozioni.
Come educatore, Mark vuole coinvolgere i suoi studenti nell’amore verso la letteratura, e nell’apprezzare l’unicità di ogni persona nella storia. Nel tempo libero, ama viaggiare: torna spesso a Roma, dove è convinto che altre storie stiano aspettando di essere scoperte.

Come nasce la sua passione verso la scrittura?

È un vero e proprio talento che non sapevo di avere, è sempre stato ‘imploso’ dentro di me. Quando mi trovavo a scuola, e svolgevo varie attività di doposcuola per i ragazzi, al contempo riflettevo sulla mia vita. Mi rendevo conto che alcuni ‘tasselli’ non combaciavano con altri. Ho deciso, quindi, di scrivere di me stesso, della mia vita, con l’obiettivo prevalente di ‘scavare’, di mettere in atto un’introspezione. La prima persona che ha letto i miei manoscritti, è stata mia sorella. Ne è rimasta colpita, ha scoperto alcune cose di me che non era mai riuscita a scorgere. Subito dopo, ho mandato un manoscritto a una casa editrice, che ha deciso di pubblicarlo: è stato il mio primo libro. Questo mi ha indotto a comprendere che questa strada era per me costruttiva. La scrittura, e la lettura, sono qualcosa di molto entusiasmante per me. Quando leggo un libro, mi rendo conto di poter guardare il mondo da tante prospettive diverse.

Tra i tanti libri pubblicati, ha scritto anche uno di self-help. Come è nata l’idea e su cosa è incentrato?

Ho sempre avuto la tendenza a voler comprendere, me stesso e la vita. Attraverso questo libro, ho espresso il mio punto di vista, le mie credenze sulla vita, sull’amore, sui rapporti sani (…) I miei sbagli mi hanno insegnato tanto: un tempo, credevo che l’amore fosse sempre qualcosa di reciproco, ma non è scontato che sia così. Le mie esperienze mi hanno insegnato questo. Adesso so cosa significa avere un rapporto sano, tendente a far ‘espandere’ la vita. I rapporti non sani ledono la vita, la distruggono. Il mio libro di self-help si focalizza sul bene, ma anche sul male, per indurre ad avere la capacità di discernere. Mi sono reso conto che nel momento in cui non si impara una grande lezione dalla negatività delle esperienze passate, si è destinati a riviverle.

Quali sono stati i feedback più belli che, sin ora, ha ricevuto dai suoi allievi, in qualità di educatore?

Ricordo di un ragazzo che, a scuola, non studiava molto, eppure mi ha detto di aver imparato tanto da me, di aver interiorizzato nozioni ed emozioni importanti: questo, per me, è stato sinonimo di grande successo. La curiosità dei ragazzi, il loro desiderio di viaggiare, di approfondire le cose: sono state tutte prove che mi hanno donato la certezza di aver fatto bene il mio lavoro. Ho cercato, con tutto me stesso, di insegnare ai miei alunni la storia, per comprendere il passato. Ho fatto spesso un esempio ai miei ragazzi: una roccia, al centro del Foro romano, appare un semplice sasso, se non si conosce la storia. Chi ha approfondito la storia, sa che su quel sasso vi è stato il funerale di Giulio Cesare.

“Ogni persona è unica nella storia”. Questa una sua dichiarazione. Secondo lei in che modo, in questo periodo storico, è possibile tornare a essere autentici?

Io posso vedere la mia vita come un film, nel momento in cui sono il protagonista centrale, e ‘spingo’ in avanti la storia; il protagonista secondario subisce la storia. Il modo in cui concepiamo la nostra vita è importante. Dire la verità a sé stessi, ancor prima che agli altri, significa ‘vincere’.

“Lei mi ha sedotto: una storia d’amore con Roma” è il suo ultimo libro, dal quale traspare il suo forte trasporto verso questa meravigliosa città. Le sue esperienze personali divengono, dunque, un confronto profondo con il lettore.

Ricordo di quando sono stato a Roma per due settimane e, l’ultimo giorno di permanenza, mentre ammiravo Piazza Trastevere, ho analizzato il mio stato d’animo, relativamente a tutta la bellezza che questa città ha proiettato in me. Mi ha colpito a fondo. Non esiste un angolo, un palazzo, un dipinto, una chiesa senza una storia importante correlata. Roma è opulenta di storia. All’interno del libro, ripercorro le mie esperienze vissute a Roma, cito il mio professore di archeologia, che mi ha insegnato tanto; ripercorro le storie del passato, e quelle del presente. Ho scritto questo libro con l’intento di indurre il lettore a sperimentare l’esistenza da un altro punto di vista, di concepire le proprie esperienze immergendosi totalmente in esse.

Come definisce gli italiani?

Ne approfitto per esprimere il mio parere sulla mia esperienza in Puglia: sono stato in Puglia per un anno. Definisco i pugliesi molto aperti all’amicizia, spontanei, ospitali, appassionati verso la propria terra, curiosi.

Quale suggerimento vuole dare ai più giovani, affinché, come lei, possano credere fermamente nelle proprie passioni?

La mia esperienza con i giovani è sempre stata costruttiva. Hanno molto interesse verso la vita, sono appassionati. A volte cadono nell’errore di porsi alcuni limiti, di ledere la propria autostima. A Los Angeles, ho lavorato in alcuni quartieri molto poveri, e, in quei contesti, ho scoperto che alcuni ragazzi si identificavano esclusivamente con la propria storia, con il luogo in cui sono nati. Sono certo, invece, che bisogna guardare dentro sé stessi, non fuori di sé, per credere nelle proprie capacità, nella propria vita, nel proprio futuro. Suggerisco ai giovani, quindi, di immaginare la vita che sognano, e di fare il possibile, con grande impegno, per concretizzarla. Quando io ho deciso di vivere in Italia per un periodo di tempo, tutte le persone attorno a me ritenevano che la scelta fosse sbagliata, anche i miei genitori: non li ho ascoltati, ho creduto fermamente in questo desiderio, e l’ho realizzato.

Carmen Piccirillo