È un piacere imbattersi in operazioni di recupero rinnovato degli anni Ottanta, a dispetto di tutti quei giudizi ancora troppo pesanti e influenti di un decennio eterogeneo e problematico.

Momus

Quel tempo, infatti, che è stato declinato come post-postmoderno dà ancora i suoi buoni frutti, come la ristampa dei primi tre album pubblicati a metà degli anni ‘80 con la benemerita Creation da Nicholas Currie, in arte Momus. Un nome quasi passato inosservato, come del resto il suo marginale successo commerciale e di critica. Ps”Nick”, così noto a quei tempi, fa testi difficili, fuori dal coro: valori come la diversità, l’orientalismo ed il rispetto per l’alterità diventano una presenza costante, sorretti da un sound tutt’altro che pop. Originali i suoi primi passi nel post-punk con il suo gruppo, The Happy Family, con inusuali temi biblici in salsa acustica e di genere oscuro, quasi gotico.
Dopo un esordio intimo con la label Él di Mike Alway, in stile Nick Drake ma con una visione pop aperta alle dinamiche dell’epoca, il cantautore scozzese aveva tirato fuori una serie di dischi notevoli, finiti troppo in fretta nel dimenticatoio e divenuti poi oggetto di culto. Un musicista bizzarro e versatile, “oltre” per i canoni bigotti dei tempi. Nei suoi testi non mancano improbabili connessioni tra biologia e digitale, idolatria queer e finanche un amore viscerale – eppure mai corrisposto – per il nostro Paese. E non è un caso che parte di Violets, nel primo dei tre album ’87/’89 qui raccolti, lo sfarzoso e validissimo The Poison Boyfriend, sia cantata in italiano, sia cantata in italiano, con menzione d’onore a Milano e a Piazza Fontana.

Andy Warhol

Emblematica la sua dichiarazione: «In the future everyone will be famous for fifteen people» (Nel futuro tutti saranno famosi in tutto il mondo per 15 persone), divenuta poi la celebre predizione di Andy Warhol «In the future, everyone will be famous for fifteen minutes» (Nel futuro tutti saranno famosi in tutto il mondo per 15 minuti).

Momus cambierà patria negli anni a venire, adottiva s’intende, e forse unica terra in grado di recepirne l’approccio mutante. A parte le succulente bonus track, nel box spicca la presenza del capolavoro Tender Pervert, contenente il miglior campionario di Momus: dalla dissacrante The Angels Are Voyeurs al passo sintetico e provocante di A Complete History Of Sexual Je e The Homosexual, fino alla morbida ballad In The Sanatorium, colpo al cuore melanconico. Più votato a certo electropop policromo, Don’t Stop The Night, con inclinazione danzante e brani come Lifestyles Of The Rich And Famous in scia Yellow Magic Orchestra. Da non perdere e rispolverare.

[Create I-Procreate: 3CD Remastered & Expanded Edition Cherry Red]

di Michela Castelluccio