L’amore per la cultura apre gli occhi sul mondo, instilla una grande curiosità verso le più disparate discipline, trasmette molti valori fondamentali, e provoca la capacità di ascoltare l’anima, di sé stessi e degli altri.
A Bovalino (Reggio Calabria), è stato ideato, e messo in campo, un innovativo progetto- con sede operativa a Milano- che evidenzia proprio la bellezza della cultura. Un gruppo di tre amici, nell’anno 2020, ha creato uno ‘spazio’ dedicato al libro, all’interno del quale si incrociano autori, generi, trame, e linguaggi: si intrecciano le storie, si smuovono le fantasie, piovono informazioni, sbocciano nuove idee. L’iniziativa è stata denominata “Comodeeno” (con la doppia e, e che si legge i), e, sin dal principio, ha avuto, come obiettivo prevalente, quello di valorizzare, e di condividere, ad ampio spettro, la passione per la lettura, per i libri. Un luogo dove far incontrare, tra loro, lettori, scrittori ed editori, dove raccontare l’editoria, intelligente e innovativa, in modo diverso, semplice, e onesto. Il tutto senza distinzioni di sesso, razza, e gusti letterari. Si tratta di un originale sito internet, che ha riscosso ottimi consensi e svariate adesioni: moltissimi autori si sono iscritti alla piattaforma, in modo gratuito, per farsi conoscere dai lettori, e per creare nuovi ed entusiasmanti spunti di riflessione.
I protagonisti di questa rivoluzionaria idea- esperti di marketing- si sono conosciuti durante un master in Marketing e Comunicazione, alla Business School del Sole 24ore. Tra loro è nata una profonda stima, e una proficua collaborazione: Elena Giulia Montorsi, psicoterapeuta, Francesco Maiello, e Giovanni Cataldo.

Francesco Maiello

 

Giovanni Cataldo

Come nasce l’idea di questo spazio dedicato al libro?

Questa idea nasce nell’anno 2020, quando io e i miei due soci ci conosciamo online, al Master in Marketing e Comunicazione digitale, della Business School del Sole 24ore. Per il project work finale, lancio l’idea di lavorare su un sito, che potesse dare visibilità agli scrittori emergenti, e così nasce ‘Comodeeno’. Da scrittrice – che ha pubblicato sia libri con editori, che in self publishing – mi sono resa conto che gli scrittori non avessero nessun supporto nel farsi conoscere al grande pubblico. Da qui nasce l’idea iniziale, poi evoluta, di creare un social per editori e lettori. Alla fine il project work arriva primo exequo
e poi ci riuniamo, desiderosi di continuare: insieme avevamo lavorato molto bene. Seguono due anni di ricerche, idee e progetti, fino a quando la ‘lampadina’ si illumina, e vediamo la strada finale: una piattaforma innovativa, di cui però non possiamo ancora parlare. Da quel momento, prendiamo il coraggio a sei mani, siamo tre soci, e ci lanciamo nella costituzione di una start up innovativa. E, come tutte, siamo alla ricerca di fondi per poter costruire il nostro sogno: scrittori, lettori, editori, e librerie indipendenti, che si possano ritrovare su una piattaforma di realtà aumentata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Il tutto per fare in modo che tutti gli autori possano avere visibilità e diventino, finalmente, le star che possono essere. Purtroppo, ad oggi, sono solo alcuni sono riusciti a diventarlo.

“Comodeeno”: perché questa denominazione?

Cercavamo un nome. “Faccia libro” era già stato preso. Ci siamo focalizzati sul piccolo mobile dove si mettono i libri, e da lì è arrivato Comodeeno: “libri sul”.

Quali sono stati, ad oggi, i feedback ricevuti dagli scrittori e dai lettori?

Da quando abbiamo aperto il sito, ad oggi, siamo stati altalenanti nel rimanere attivi. Non è facile essere costantemente operativi, in un lavoro immane come questo: è tutto gratuito, e abbiamo tutti e tre delle attività lavorative da svolgere full time. Ma, adesso che abbiamo un progetto chiaro e preciso, sta diventando tutto molto più semplice. Di una cosa siamo sempre stati certi: ogni volta che diciamo alle persone che Comodeeno esiste, le richieste e i riconoscimenti, da parte di scrittori e lettori, arrivano. Questo ci aiuta a tenere duro, anche quando facciamo davvero fatica a conciliare tanti impegni in contemporanea.

Tra i tanti, qual è stato l’apprezzamento più significativo che avete ricevuto?

Una delle prima autrici arrivate, è stata Laura di Nicola, che ci ha scritto una mail significativa: ci ha indotti a comprendere che, lo spirito con cui si approcciava al nostro progetto, era esattamente quello che noi volevamo trasmettere. Quella sua mail è rimasta con la stellina dall’anno 2020, e ci dà la giusta carica per continuare con entusiasmo.

In che modo, secondo voi, in questo periodo storico, caratterizzato da guerre e varie notizie drammatiche, la cultura può provocare la giusta fiducia per credere ancora nella “bellezza”?

I libri ci sono dalla notte dei tempi, e hanno avuto la capacità di superare tutte le guerre, carestie, pandemie e momenti di fuoco. Un libro non è solo un ammasso di lettere, ma soprattutto anima, emozioni, sogni, e speranze di ogni autore. Vi sono impegno, fiducia, e sacrifici. La bellezza di un libro è, prima di tutto, nel rispetto dell’autore, che mette a nudo sé stesso. Questo, per me, rappresenta qualcosa di straordinario.

La scrittura e la lettura sono curative, divengono un mezzo prezioso per elaborare i propri processi emozionali. In qualità di psicoterapeuta, qual è il suo suggerimento per avvicinare, soprattutto i giovani, a queste coinvolgenti attività?

“Quando stai male, quando ti senti sopraffatto, quando sei certo che non ce la farai, apri un libro e leggilo tutto, e, se ancora non stai meglio, prendine un altro e ricomincia (Stephen King)”
Suggerisco spesso ai miei pazienti dei libri che possano aiutarli, a seconda del momento che vivono. Farei la stessa cosa con i giovani, eviterei di disgustarli con opere straordinarie, che non sono pronti a leggere. Io, ad esempio, sono stata fortunata, la mia professoressa di lettere, al liceo, come letture estive, del terzo anno, ci aveva suggerito Harry Potter-di cui sono diventata grande fan grazie a quel suggerimento- Ken Follet, Stephen King e Wilburn Smith. Adoro i classici, in terza liceo ho amato l’Inferno di Dante. Sono anche convinta che, costringere a leggere solo alcuni libri, porti solo ad allontanare da essi. Il libero arbitrio, su cosa leggere, invece, dona grandi opportunità. Io ho molti adolescenti come pazienti, e ho trovato dei generi di libri che sono piaciuti tanto. Mi piacerebbe che Comodeeno entrasse nelle scuole, per aiutare i ragazzi a scoprire che leggere è un modo per crescere.

Quali sono i progetti futuri di “Comodeeno”?

I progetti per il futuro sono grandiosi, come tutti i sogni devono essere. Siamo alla ricerca di Business Angels che si innamorino del nostro progetto, e ci permettano di partire, costruendo prima una piattaforma italiana. Vorremmo che diventasse, poi, mondiale. Ovviamente ci saranno dei guadagni, ma non posso dire altro: rischio di svelarvi troppi segreti della nostra impresa.