Il 2023 ha regalato agli amanti del blues e del jazz un anno ricco di emozioni, suoni raffinati e ritorni sorprendenti. Mentre alcuni artisti si sono affidati alla tradizione, altri hanno osato contaminazioni con elettronica, soul, funk e persino hip-hop, dimostrando che questi due generi storici sanno ancora evolversi senza perdere la loro anima. Dai club fumosi di New Orleans agli studi d’avanguardia di Londra e Tokyo, ecco i brani che hanno segnato l’anno.
🎷 Jazz 2023: Eleganza e Sperimentazione
1. “Basquiat” – Immanuel Wilkins. Il giovane sassofonista americano ha stupito ancora con un brano ispirato al celebre artista newyorkese. In Basquiat, Wilkins intreccia improvvisazione e strutture moderne, con un groove nervoso e poetico. Un perfetto esempio di come il jazz contemporaneo possa essere politico, estetico e profondamente emozionante.
2. “In These Times” – Makaya McCraven. Batterista e produttore tra i più innovativi del momento, McCraven ha pubblicato un album capolavoro, e la title track In These Times è pura magia: archi, fiati, loop e ritmi spezzati si fondono in un’ode al tempo e alla memoria. Una fusione tra jazz classico e beat hip-hop che conquista anche i non puristi.
3. “Motherland” – Nduduzo Makhathini. Il pianista sudafricano continua a portare la spiritualità e le radici africane nel jazz contemporaneo. Motherland è un viaggio mistico tra piano e percussioni tradizionali, con voci che sembrano provenire da un’altra dimensione. Un’esperienza sonora profonda e rituale.
4. “Terra” – Linda May Han Oh. Con Terra, la bassista malese-australiana Linda May Han Oh esplora paesaggi sonori intensi e dinamici. Il brano è parte di un album in cui si fondono influenze asiatiche, ritmi latini e jazz moderno, dimostrando ancora una volta come il jazz possa essere un linguaggio universale.
5. “Still Dreaming” – Lakecia Benjamin. La sassofonista americana ha reso omaggio a Ornette Coleman, Alice Coltrane e altri grandi con un album esplosivo, e Still Dreaming è una delle sue vette. Un jazz spirituale, potente, con un’energia che scuote e accarezza allo stesso tempo.
🎸 Blues 2023: L’Anima del Dolore e della Resistenza
1. “Done Come Too Far” – Shemekia Copeland (feat. Cedric Burnside). Shemekia Copeland, erede naturale del blues moderno, ha pubblicato un album potente e impegnato, e *Done Come Too Far* ne è il cuore pulsante. Un brano che parla di diritti civili, di orgoglio nero e di storia. La sua voce graffiante, unita al ritmo ipnotico del Mississippi hill country, è da brividi.
2. “Hard Times” – Christone “Kingfish” Ingram. Il giovane chitarrista del Mississippi conferma di essere uno dei nuovi re del blues. In Hard Times, la sua chitarra urla, piange, combatte. Un brano dal sapore classico ma con una tecnica e una freschezza che lo rendono attuale e travolgente.
3. “Midnight Heat” – Samantha Fish & Jesse Dayton. Una collaborazione esplosiva tra due forze del southern blues. Midnight Heat è un brano che sa di rockabilly, slide guitar e voglia di ribellione. Ritmi veloci, testi piccanti e un’energia contagiosa che ha infiammato i palchi nel 2023.
4. “Whiskey Bayou” – Tab Benoit. Il leggendario chitarrista della Louisiana torna con Whiskey Bayou, un brano che profuma di paludi, bourbon e sudore. Il groove è lento e sensuale, e la voce roca di Benoit ti trascina nel cuore del delta blues.
5. “Goodbye Carolina Blues” – Larkin Poe. Il duo femminile composto dalle sorelle Lovell non smette di stupire. In Goodbye Carolina Blues unisce tradizione e modernità, mescolando armonie vocali folk e riff blues elettrici. Una lettera d’amore (e d’addio) a un Sud che cambia.
Quello che colpisce maggiormente nel panorama musicale del 2023 è la capacità di jazz e blues di rinnovarsi, pur restando fedeli alle loro radici. Se il jazz continua a flirtare con l’elettronica e il mondo delle colonne sonore, il blues si apre a influenze country, soul e rock, attirando nuove generazioni di ascoltatori. Le contaminazioni sono ormai parte integrante di questi generi, e il confine tra jazz, blues, funk e persino trap si fa sempre più sfumato. Non è raro trovare playlist in cui Makaya McCraven convive con Robert Glasper e Hiatus Kaiyote, o dove Kingfish si affianca a Gary Clark Jr. e Brittany Howard. Il 2023 ha dimostrato che jazz e blues non sono generi del passato, ma forme musicali vive, pulsanti e in continua evoluzione. Tra brani struggenti, esplorazioni sonore ardite e ritorni emozionanti, questi due mondi continuano a regalarci storie, emozioni e quel tipo di verità che solo la musica sa raccontare.
Michela Castelluccio


