Tra i fatti di cronaca che, sempre di più, sono stati posti in risalto dai media e dall’opinione pubblica, vi è il fenomeno del femminicidio.
Si tratta di una problematica impossibile da ignorare, una questione sociale che richiede giustizia e risoluzione, rimasta ancora oggi senza una ‘risposta’ adeguata. Gesti estremi di violenza, di una realtà di abusi, di oppressione, a danno delle donne. Ogni tre giorni, in Italia, una donna viene uccisa da un marito, da un fidanzato, da un ex fidanzato. Nella maggior parte dei casi, la motivazione che spinge l’uomo a ‘perdere il controllo’
è il non considerare la donna come una persona indipendente, capace di autodeterminarsi, ma come propria.
L’aumento dei casi di violenza, infatti, viene spesso attribuito al grande cambiamento della figura della donna, che sta avvenendo negli ultimi anni, e che la induce verso l’emancipazione e la libertà. Il tragico caso di Giulia Cecchettin ha riacceso la luce nei confronti di una strage, che appare inarrestabile.
A Rionero in Vulture, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulla donna, si è tenuto un importante convegno, che ha ricevuto ottimi consensi, organizzato dal Circolo Sociale, situato in piazza Giustino Fortunato, che di recente, ha aperto un ampio spazio anche per le socie donne.

Questa decisione è stata presa dal direttivo, che ha pensato di rafforzare ulteriormente le programmazioni del circolo, dando voce alle donne, per sviluppare liberamente le loro idee, le loro riflessioni, i loro progetti culturali, e ampliando così, ad ampio spettro, le aggregazioni sociali.
L’obiettivo prevalente dell’evento, tenutosi nel pomeriggio dello scorso 24 novembre, denominato “Solo un uomo piccolo usa violenza sulle donne per sentirsi grande”, è stato quello di presentare dati precisi, per fornire un’analisi preoccupante, ma realistica, del femminicidio in Italia.


Si è discusso di tante  storie di violenze che sconvolgono le comunità, e che segnano indelebilmente la vita delle famiglie. Il tutto provoca, nell’anima di intere generazioni, ansie, paure, insicurezze.
Sono intervenuti, per i saluti, Walter Ceruzzi, presidente del Circolo Sociale, Antonia Caggiano, referente della Sala rosa, e hanno dialogato, tra loro, sulla delicata tematica, Alfredo Bocchetti, dirigente scolastico emerito, e Teresa Caggiano, avvocato. Hanno allietato la serata, attraverso la musica, Carla Papa e Antonio Pinto.
Si è trattato di un evento carico di spunti di riflessione, a cui ha preso parte una nutrita platea.

Il Circolo Sociale ha deciso di trattare con sensibilità, delicatezza e attenzione un tema più che mai attuale, da sensibilizzare senza sosta: tutti devono fare la loro parte per dire no alla violenza sulle donne.