Stimato tra i 6 e gli 8 milioni di euro, il dipinto sarà battuto oggi all’Hotel Drouot. La scoperta rilancia il mito dell’artista livornese e riaccende l’interesse del mercato per le sue opere rare. Parigi torna a parlare italiano, e lo fa con il linguaggio eterno della pittura. A distanza di oltre un secolo dalla sua realizzazione, un’opera inedita di Amedeo Modigliani approda all’asta. Si intitola La Bourguignonne e verrà battuta oggi, 6 giugno, all’Hotel Drouot, uno dei templi storici del mercato dell’arte francese. Il dipinto, datato 1918, è stato attribuito al pittore livornese con tutte le credenziali della perizia stilistica e storica. Finora rimasto fuori dai radar delle esposizioni e delle collezioni pubbliche, La Bourguignonne rappresenta un’autentica rarità. La stima è ambiziosa – tra i 6 e gli 8 milioni di euro – ma non certo sproporzionata, considerando l’andamento recente del mercato modiglianesco.

Non è infatti la prima volta che un’opera di Modigliani accende gli animi dei collezionisti internazionali. Emblematico fu il caso del Nu couché (sur le côté gauche), venduto nel 2018 da Sotheby’s a New York per la cifra record di 157 milioni di dollari. Un successo planetario che confermò lo status dell’artista come uno dei grandi protagonisti della pittura moderna. Ma La Bourguignonne ha qualcosa in più: è una scoperta. Un’apparizione improvvisa che restituisce al pubblico un pezzo mancante del mosaico creativo di Modigliani. L’opera raffigura, secondo la consueta cifra stilistica dell’artista, una figura femminile dai tratti allungati, con lo sguardo assorto, forse malinconico. Non è difficile riconoscere in questi volti la fusione tra l’influenza dell’arte africana – che tanto colpì Modigliani nei suoi anni parigini – e una profonda sensibilità classica, nutrita dagli studi toscani e dalla passione per l’arte rinascimentale.

Nato a Livorno nel 1884, Modigliani è diventato, suo malgrado, l’archetipo dell’artista maledetto. Morto prematuramente nel 1920, a soli 35 anni, ha lasciato un corpus di opere relativamente esiguo, ma di impressionante intensità. I suoi ritratti e nudi, spesso ispirati alle modelle della Parigi bohémien, sono diventati icone di una bellezza atemporale, carica di mistero ed emozione. Il ritorno sulla scena di un’opera sconosciuta, quindi, non è soltanto un evento commerciale: è un’occasione per riscrivere – o per completare – la storia. Ogni nuovo Modigliani che riemerge dal silenzio di una collezione privata o dall’oblio di un caveau aggiunge profondità al mito e conferma la centralità dell’artista nel pantheon del Novecento. Resta da vedere quale sarà il destino di La Bourguignonne: entrerà in una nuova collezione privata? Troverà spazio in un museo internazionale? In attesa del verdetto d’asta, il suo solo apparire basta a farci riflettere sul potere ancora vivo dell’arte e sulla sua capacità, a distanza di un secolo, di sorprendere, affascinare e – perché no – cambiare la storia.

Michela Castelluccio