In occasione della pubblicazione del libro “Storia di cuore- Il Centro di Cardiochirurgia dell’Ospedale San Carlo di Potenza” di Ugo Filippo Tesler, primario emerito del Centro, l’Unilabor delle tre età “Enzo Cervellino”, con la fattiva collaborazione del Comune di Rionero, ha organizzato un prestigioso evento che ha riscosso un gran successo.

Ugo F. Tesler è un cardiochirurgo di fama mondiale, si è laureato a Milano, nel 1963, con una tesi sulla Chirurgia Innovativa della cardiopatia ischemica; successivamente si è specializzato quattro volte: Chirurgia; Chirurgia Toracica; Cardioangiochirurgia; Chirurgia dell’Infanzia. Ha collaborato, inoltre, con il professor Renato Donatelli, presso la Chirurgia Toracica e Cardiovascolare dell’Ospedale Maggiore di Milano; si è trasferito negli Stati Uniti nel 1968, accrescendo, poi, il suo bagaglio di esperienze e formazione a Houston e Philadelfia. È stato chiamato in Basilicata, nell’anno 1971, da Emilio Colombo (statista lucano, ex senatore a vita, morto nel 2013) per mettere in piedi il nuovo reparto di Cardiochirurgia dell’Ospedale San Carlo di Potenza, e diventare uno dei pionieri della cardiologia lucana: nel 1977, ha effettuato la prima operazione con circolazione extracorporea.

Ugo Filippo Tesler, cardiochirurgo di fama mondiale
Ha diretto, in maniera brillante, il Centro di Cardiochirurgia dell’Ospedale San Carlo dal 1975 al 1999. Si è prodigato attivamente nelle fasi di progettazione, selezione e formazione del personale, e acquisizione delle più moderne apparecchiature, contribuendo, attraverso la collaborazione con i più grandi cardiochirurghi del mondo, alla crescita progressiva del suddetto reparto. Ha aperto la strada a una nuova generazione di chirurghi, che, ad oggi, operano in tutto il Paese. Dopo svariati anni, Ugo F. Tesler è tornato in Basilicata, per ripercorrere, attraverso il suo ultimo libro, l’epopea della struttura sanitaria.
L’ultimo libro di Telser è stato presentato lo scorso 19 maggio, presso il Palazzo Giustino Fortunato, alla presenza di un folto e attento pubblico. Il dibattito è stato incentrato sulla rievocazione dei passaggi più importanti che hanno portato il Centro di Cardiochirurgia dell’Ospedale San Carlo a livelli di eccellenza. Infatti, è stata evidenziata la capacità del cardiochirurgo di aver elaborato, anno dopo anno, un ottimo schema funzionale e operativo. La sua équipe medica ha conseguito grandissimi risultati: il Centro, infatti, è diventato un punto di riferimento non solo per la Basilicata, ma anche per la Puglia, per la Calabria, per la Campania e oltre. Sono stati effettuati più di diecimila interventi cardiochirurgici su adulti e bambini.
Il convegno è stato introdotto e coordinato da Rubino Grieco, Vice Presidente dell’Unilabor; hanno preso la parola, poi, il Sindaco di Rionero Mario Di Nitto, e la Presidente dell’Unilabor (e Dirigente Scolastica Emerita) Giuseppina Cervellino. Successivamente è intervenuto l’autore del libro, che ha esposto una panoramica della chirurgia del cuore, per poi raccontare, con non poca emozione, la sua esperienza di cardiochirurgo in Basilicata. Vi sono state le preziose testimonianze del dottor Raniero Lupino, cardiochirurgo e collaboratore del dottor Ugo F. Tesler, e di Antonio Tucciariello, uno dei primi pazienti del Centro di Cardiochirurgia dell’Ospedale di Potenza. E’ intervenuto, inoltre, Eugenio Stabile, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Ospedale San Carlo, che ha portato i saluti del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera S. Carlo di Potenza. A conclusione del convegno, è stata consegnata a Tesler una targa di benemerenza per il ruolo svolto nella realizzazione e sviluppo di un presidio sanitario a servizio della Basilicata e dell’intero Mezzogiorno.
Un evento, dunque, ottimamente riuscito per la grande attualità delle tematiche trattate: l’Unilabor di Rionero conferma, come sempre, la sua spiccata attenzione nel focalizzarsi su argomenti di notevole importanza, a cui prendono parte illustri personalità, che donano profondi spunti di riflessione, e illuminanti confronti. Tutto questo non può che provocare orgoglio alla comunità rionerese e non solo.


