Il Romanticismo pittorico italiano

Pubblicato: Mercoledì, 21 Novembre 2018

Splendido il catalogo pubblicato da Silvana Editoriale.  Bellissima mostra alle Gallerie d’Italia – Museo Poldi Pezzoli di Milano     

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Giuseppe  Pietro  Bagetti, La  sacra  di  S.Michele,  1825-1830, Torino,  Musei  Reali  – Palazzo  Reale

Le Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, e il Museo Poldi Pezzoli presentano fino al 17 marzo 2019 “Romanticismo”, a cura di Fernando Mazzocca, la prima mostra dedicata al contributo italiano al movimento che ha cambiato la sensibilità e l’immaginario del mondo occidentale nel corso della prima metà dell’Ottocento.

Le 200 opere selezionate ripercorrono il vivace confronto e dibattito culturale svoltosi tra l’Inghilterra, la Francia e i Paesi del Nord, soprattutto la Germania e l’Impero austriaco, a cui partecipò l’Italia, negli anni che vanno dal Congresso di Vienna alle rivoluzioni che nel 1848 sconvolsero il vecchio continente. Di queste, 42 non sono mai state esposte prima d’ora: provengono per lo più da collezioni private e comprendono esemplari di Caffi, Hayez, Induno, Molteni; 14 opere inoltre non sono mai state viste in Italia e giungono dalle più importanti istituzioni museali estere, quali il Belvedere di Vienna e l’Ermitage di San Pietroburgo, da cui giungono capolavori di Friedrich, e la National Gallery di Londra che presta un dipinto di Corot.

 

A sinistra: Salvatore  Fergola, Notturno  a  Capri,  1848, Napoli,  Polo  Museale  della  Campania  –Certosa  e  Museo  di  San  Martino
A destra: Salvatore  Fergola, Tifone  nel  Golfo  di  Procida,  1842 , Napoli,  Polo  Museale  della  Campania , Palazzo  Reale 

 

La rassegna prende in considerazione anche i fermenti preromantici e le ultime manifestazioni di una cultura che, almeno nel nostro Paese, avrà termine con l’Unità d’Italia e l’affermazione del Realismo, che del Romanticismo rappresenta l’antitesi.

 

Gabriele  Smargiassi, Veduta  di  Castellammare  presa  da  Santa  Maria  di  Pozzano,  1833, Collezione  privata

 

Milano è la città italiana che più di tutte ha avuto in quegli anni una maggiore vocazione europea, è stata uno dei centri della civiltà romantica, sia per quanto riguarda le arti figurative che sul versante letterario e musicale. Basti pensare alle esposizioni d’arte che si sono tenute in quegli anni all’Accademia di Brera, alle sue imprese editoriali, ai suoi teatri, tra cui La Scala e il Carcano, ai protagonisti che l’hanno abitata, come Alessandro Manzoni, Ugo Foscolo, Francesco Hayez, Gioacchino Rossini e Giuseppe Verdi. Come nel resto d’Europa, anche in Italia non è esistito uno stile romantico comune, ma linguaggi individuali di artisti tra loro molto diversi. La mostra vuole restituire questa diversità, vera forza del Romanticismo, i cui ideali di “spontaneità”, di “individualità” e di “verità interiore” hanno avuto una penetrazione più vasta di quella delle idee illuministe, corrispondendo esattamente alle attese di una società profondamente cambiata dopo la Rivoluzione francese e l’età napoleonica.

 

A sinistra: Francesco  Hayez, Ritratto  della  contessa  Teresa  Zumali  Marsili  con  il  figlio  Giuseppe,  1833, Lodi,  Museo  Civico,  inv.  392  – in  comodato  da  ASST  Azienda  Socio  Sanitaria  Territoriale  di  Lodi
Al centro: Francesco Hayez, Ritratto  dell’Innominato,  1845, Collezione  privata
A destra: Friedrich  von  Amerling, Ritratto  della  baronessa  Henriette  Frelin  von  Pereira-Arnstein  con  sua  figlia  Flora,  1833,  Vienna,  Belvedere  

 

La mostra ripercorre i temi più significativi dell’arte romantica. Assistiamo alla rottura nella gerarchia dei generi per cui alcuni prima considerati “minori”, come il paesaggio, il ritratto, la rappresentazione della vita del popolo, assumono lo stesso interesse e importanza della pittura sacra e della pittura di storia, per tradizione collocate al primo posto e anch’esse completamente rinnovate dalla nuova sensibilità del Romanticismo. Gian Giacomo Attolico Trivulzio, Presidente del Museo Poldi Pezzoli, dichiara: “Il Romanticismo, di cui Milano è stata protagonista indiscussa in Italia, trova nel Museo Poldi Pezzoli una straordinaria rappresentazione “immersiva”: i visitatori percorrono le stanze del palazzo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli (protagonista della cultura ottocentesca) per scoprire i dipinti e le sculture della mostra, per raggiungere infine la Wunderkammer dedicata a Dante, una delle testimonianze superstiti più emblematiche e affascinanti del Romanticismo nel nostro Paese.

 

A sinistra: Giuseppe  Molteni, Un  ragazzetto  venditore  di  latte  con  una  capra,  1837, Collezione  privata
A destra: Eliseo  Sala, Lucia  Mondella  che  guarda  dalla  finestra  se  ritorna  il  suo  fidanzato  nel  giorno  stabilito  per  le  nozze,  1843, Collezione  privata

 

Non è solo una mostra artistica, voluta e organizzata con estrema perizia dalle Gallerie d’Italia e dal curatore Fernando Mazzocca, insieme al Museo Poldi Pezzoli, ma l’affresco che ritrae la vita culturale e l’atmosfera quotidiana della città nei decenni centrali del XIX secolo”. Il catalogo, splendido, pubblicato da Silvana Editoriale, contiene, insieme alle schede delle opere, saggi del curatore e di Virginia Bertone, Omar Cucciniello, Lavinia Galli, Sabine Grabner, Stefano Grandesso, Francesco Leone, Monica Tomiato, Luisa Martorelli, Susanna Zatti, che approfondiscono in ampia visione i temi affrontati nella mostra.

 

A sinistra: Caspar  David  Friedrich, Finestra  con  vista  su  un  parco,  1836-1837, San  Pietroburgo,  Ermitage
A destra: Massimo  D’Azeglio, Lo  studio  del  pittore  a  Napoli,  1827  ca., Torino,  GAM  –Galleria  Civica  d’Arte  Moderna  e  Contemporanea

 

La mostra si apre con un percorso sulla dimensione civile e didattica della pittura di storia, che ricordava e faceva riflettere sull’antica grandezza in un momento in cui l’Italia sembrava aver perso o comunque messo in discussione l’antico primato. Vicende esemplari di uomini illustri come Tasso, Petrarca e Raffaello, venivano rappresentate in opere di grandi dimensioni il cui requisito principale doveva essere la fedeltà della ricostruzione di ambienti e costumi. Il trionfo della Libertà di Luigi Mussini è una sorta di manifesto, che riunisce i protagonisti della storia dell’umanità, del culto romantico dei grandi ideali che avevano segnato il cammino verso il progresso. Segue un excursus nell’iconografia dell’artista romantico, con Hayez che propone un’immagine spiazzante di sé, al di là di ogni ufficialità, mentre Migliara e Amanzia Guérillot sono sorpresi nel loro studio davanti al cavalletto, da Molteni e Inganni. Guardabassi si ritrae insieme ad un pappagallo, irriverente simbolo della pittura che cerca di imitare la realtà, e Guardassoni davanti ad una macchina fotografica destinata a diventare sia rivale che alleata degli artisti.

 

Gonsalvo  Carelli, Cava  De’  Tirreni,  1857, Collezione  privata

Traendo spunto dal celebre Gabinetto Dantesco, realizzato da Giuseppe Bertini e qui conservato, viene inserita una sezione dedicata al culto di Dante. La sua rivalutazione è avvenuta proprio nell’Ottocento e si è manifestata in tutta Europa, attraverso dipinti che ne hanno rappresentato sia le esemplari vicende biografiche, sia gli episodi e i personaggi più coinvolgenti della “Divina Commedia”.

 

Thedore  Duclère, La  casa  del  Tasso  a  Sorrento,  1860  circa, Sorrento,  Museo  Correale  di  Terranova

 

Si giunge poi alle vicende del 1848-1849 che hanno scosso profondamente anche l’Italia, in particolare la Milano delle Cinque Giornate, Venezia che fa rivivere la Repubblica di San Marco resistendo eroicamente agli Austriaci, e la Roma della gloriosa Repubblica di Mazzini e Garibaldi con il capolavoro assoluto La Trasteverina colpita da una bomba di Gerolamo Induno, opera di denuncia degli orrori della guerra.

 

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