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Il 25 Aprile Rosso-Blu

Pubblicato: Domenica, 26 Aprile 2015

di Pasquale Scarano

Quando gli uomini sono scesi giù dalle montagne verso il mare e le città, armati del loro coraggio e della voglia di battersi, hanno resistito fino all'estremo delle forze, contro un avversario agguerrito ed indomabile.

La resistenza non è stata vana per i colori rosso-blù, che alla fine hanno sventolato le loro bandiere sul luogo dello scontro del Miramare, celebrando una vittoria sofferta, ma colma di orgoglio. E' stata la giornata della liberazione da un incubo, quello della sconfitta, che perseguitava gli uomini di Giacomarro, giunto all'apice nell'ultima prestazione interna con il San Severo.

Ma i leoni pur rattopati ed in piena emergenza (per poco non hanno chiamato emergency) hanno tirato fuori gli artigli, combattendo fino all'ultimo pallone e riuscendo ad agguantare il successo. Eppure i bianco-celesti si disponevano con un offensivo 3-4-3, che metteva in luce le qualità offensive dei padroni di casa i spirate soprattutto da Bozzi, La Porta e Romito.

I rosso-blù ribattevano con le offensive di Palumbo e Di Senso, e coglievano con quest'ultimo, nei primi minuti di gioco, una clamorosa traversa. I dauni cercavano di sfruttare, in profondità, la velocità dei propri attaccanti, tenuto conto della rabberciata difesa avversaria, che nonostante gli affondo riusciva a tenere; dal loro canto i potentini, dopo fasi di gioco altalenanti, prendevano il controllo delle operazioni, ed una trattenuta in area da parte di De Vita, determinava la concessione della massima punizione, trasformata al 28' da Palumbo. Potenza in vantaggio, quindi, e nulla alla vigilia avrebbe fatto presagire un simile accadimento. Giacomarro, infatti, aveva rinunciato al solito 3-5-2 ed aveva optato per una difesa a 4 con leader capitan Lolaico e Patania sicuro e deciso negli interventi; poi 4 centrocampisti e 2 fulmini di guerra in avanti come Palumbo e Di Senso. Ma nonostante l'assetto prudente, ma sicuramente non rinunciatario, visto l'andamento del gioco, al 40', sugli sviluppi d'un calcio d'angolo, Colombaretti, con una precisa incornata, pareggiava il conto. Purtroppo, le giocate su palle inattive hanno sempre rappresentato il tallone d'Achille dei rosso-blù, ma questa volta nulla si può imputare ai difensori potentini.

Nel 2^ game, dopo alterne fasi di gioco, un'iniziativa albi-celeste con La Porta e De Vita per un soffio non portava in vantaggio i sipontini, i quali, nonostante gli sforzi, non riuscivano a passare in vantaggio. Al contrario il Potenza, pur stretto nella propria metà campo dagli assalti del Manfredonia, utilizzava il letale fiuto per il goal di Di Senso e, sfruttando un'ingenuità dell'estremo Palma, colpiva chirurgicamente la squadra di mister Vadacca, acquisendo in tal modo il vantaggio. Il conseguente assedio dei garganici, nonostante qualche rischio difensivo e soprattutto l'infortunio di Patania che consentiva a Napoli di schierarsi tra i pali, non portava a risultati concreti, con un Potenza che controllava l'avversario e gestiva il match con accortezza ed intelligenza tattica. Un successo, quello dei Leoni, che apre ancora uno spiraglio per le ambizioni riguardanti la piazza d'onore, dietro l'Andria ormai campione, ed accende nuove speranze per i rosso-blù.

La storia, maestra anche di calcio, ricorda che “domani è un altro giorno“.

Manfredonia - Potenza: 1 - 2

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