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Un riconoscimento non impossibile

Pubblicato: Giovedì, 16 Aprile 2015

di Antonio Savino
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I Turchi se vogliono possono farlo. Fare un passo indietro non è la fine del mondo.  E' un riconoscimento  non impossibile. D'altronde la storia del mondo è piena di genocidi. Non c'è da vergognarsi.

C'è solo da comprendere chi ha tanto sofferto. Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che riconosce il genocidio degli armeni. Nel testo si chiede alla Turchia di "approfittare della commemorazione del centenario del genocidio armeno come importante opportunità" per riconoscere il genocidio stesso. La risoluzione non vincolante chiede alla Turchia di "continuare i suoi sforzi per il riconoscimento del genocidio armeno," secondo quanto si legge nel testo che commemora il centenario dell'inizio del genocidio dell'Armenia. Il documento è stato approvato a larga maggioranza. Gli eurodeputati chiedono alla Turchia anche "l'apertura degli archivi per accettare il passato." Il testo del Parlamento usa esplicitamente il termine "genocidio" in riferimento allo sterminio degli armeni avvenuto tra il 1915 e il 1917 ad opera dei turchi ottomani e chiede l'istituzione di una giornata mondiale per il ricordo dei genocidi. Tuttavia, il testo è meno duro di altre risoluzioni approvate in passato in cui esplicitamente si definiva il riconoscimento turco del genocidio armeno come una "pre-condizione" per l'adesione della Turchia all'Ue.

Questo riferimento è assente nel testo approvato oggi. Il documento accoglie come "un passo nella giusta direzione" le dichiarazioni delle massime autorità turche con cui sono state offerte le condoglianze agli armeni e sono state riconosciute "le atrocità" commesse contro gli armeni. Da parte sua, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva anticipato che "ignorerà" la risoluzione sul genocidio armeno dell'Europarlamento. "Entrerà da un orecchio e uscirà dall'altro" ha detto. Non solo: il presidente ha anche detto che gli oltre 100mila armeni che lavorano in Turchia non sono cittadini turchi e dunque "li potremmo espellere anche se ancora non lo abbiamo fatto"; una minaccia già paventata nel 2010. Ancora più dure le parole del premier turco Ahmet Davutoglu, che oggi ha accusato il Papa di avere aderito al "fronte del male" che complotterebbe contro la Turchia. "Un fronte del male s'è formato contro di noi, ora pure il Papa vi ha aderito", ha detto. La Turchia teme altri riconoscimenti internazionali del genocidio in vista delle commemorazioni per il primo centenario in programma nella capitale dell'Armenia, Erevan, il 24 aprile.

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